Elezioni e tensioni politiche in Kenya

Pubblicato il 23 ottobre 2017 alle 14:45 in Africa Kenya

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Kenya si accinge a ripetere le elezioni dopo che i primi risultati, dell’8 agosto, sono stati annullati dalla Corte Suprema a seguito dell’impugnazione di Odinga. Il capo dell’opposizione aveva infatti denunciato “irregolarità” ed “illegalità” nel processo elettorale. In quel frangente era risultato vincitore Kenyatta, rivale politico e attuale presidente del Kenya.

Il leader dell’opposizione keniota, Raila Odinga, afferma che non riconoscerà una nuova eventuale vittoria del presidente in carica, in un clima di tensione politica che è lungi dal lasciare respiro al Paese africano. Uhuru Kenyatta si è ricandidato alle elezioni previste per giovedì 26 ottobre.

Odinga si è ritirato dalla corsa politica nel mese di ottobre, sostenendo che le richieste dell’opposizione di riformare il corpo elettorale non siano state soddisfatte.

“Per quanto ci riguarda, questa non è un’elezione”, ha riferito Odinga al quotidiano The Nation. Egli ha altresì escluso una contestazione del risultato delle urne in tribunale, in linea con la posizione del suo partito circa la non credibilità dell’imminente voto. “Non è una questione legale bensì politica, e come tale deve essere trattata”, ha spiegato Odinga, definendo “una perdita di tempo” l’ipotesi di fare ricorso.

John Githongo, ex capo anticorruzione del Paese, non si dice sorpreso della posizione di Odinga. “Ce lo aspettavamo”, riferisce ad Al Jazeera. “Ciò va a complicare ulteriormente la situazione, le elezioni di giovedì non saranno credibili e creeranno solo nuovi ostacoli”, aggiunge. “Le elezioni dovrebbero riguardare la costruzione di un’identità nazionale, ma in questo caso non è così. Purtroppo il Paese non avanzerà”.

Poche ore prima il presidente Kenyatta – figlio del “padre della patria”, come è stato definito il primo presidente del Kenya – ha accusato Odinga di tenere in sospeso milioni di kenioti. “Il Kenya non ha nulla a che vedere con la soddisfazione dell’ego di un solo uomo”, ha dichiarato Kenyatta, riferendosi al rivale, in un raduno politico nella provincia di Kajiado. “I kenioti sono stanchi e non permetteranno di essere tenuti in un perpetuo clima elettorale”, ha egli aggiunto, scansando le richieste dell’opposizione circa un ulteriore posticipo delle elezioni.

Gli sviluppi più recenti concernono le dimissioni di Roseyln Akombe, ufficiale elettorale keniota, che ha lasciato il Paese alla volta degli USA sostenendo che il suo staff fosse ormai al centro di minacce e intimidazioni. “La commissione, allo stato attuale, non può sicuramente garantire delle elezioni credibili per il 26 ottobre 2017. Non intendo far parte di una simile presa in giro dell’integrità elettorale”, ha affermato Akombe.

Il giorno successivo alle sue dimissioni Ezra Chiloba, a capo della commissione elettorale, ha preso tre settimane di congedo. L’opposizione aveva precedentemente domandato l’allontanamento di Chiloba.

Nelle ultime settimane il Paese ha visto le sue strade incendiarsi di proteste e manifestazioni che hanno portato all’uccisione di alcuni cittadini sostenitori dell’opposizione. Martedì 17 ottobre, in seguito a tali fatti, Odinga ha richiamato all’ordine i rimostranti. Stando alle forze dell’ordine, sono almeno quattro i manifestanti uccisi.

 

Sicurezza internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.