USA: le recenti reazioni alla minaccia nucleare nordcoreana

Pubblicato il 21 ottobre 2017 alle 20:10 in USA e Canada

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Il direttore della CIA, Mike Pompeo, ha annunciato che gli Stati Uniti devono far fronte all’ipotesi che la Corea del Nord possa lanciare un missile da un momento all’altro, e il presidente Donald Trump fa intendere di essere pronto a comportarsi di conseguenza.

“Da una prospettiva politica nordamericana, siamo tenuti ad agire come se [la Corea del Nord] fosse a un passo dal raggiungimento di tale obiettivo”, ha affermato Pompeo giovedì 19 ottobre in un forum sulla sicurezza organizzato dalla Fondazione per la Difesa delle Democrazie (Foundation for Defense of Democracies,FDD). “Si sono spinti così in là che ormai per noi si tratta solo di capire come bloccare il passo successivo”.

“Che avvenga questo giovedì o tra un mese, siamo arrivati al punto in cui il Presidente ha concluso che dobbiamo assicurare uno sforzo globale affinché [il leader nordcoreano] Kim Jong Un non entri in possesso di tale capacità”, ha continuato il direttore della CIA.

Mike Pompeo non è l’unico ad aver previsto la sempre più imminente possibilità di un conflitto militare con la Corea del Nord come unico epilogo alsuo rifiuto di desistere dal programma nucleare.

L’intervento del capo della CIA al forum è stato seguito da quello del Consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster, che ha ribadito come il Presidente non sia disposto ad accettare una Pyongyang nuclearizzata.

I commenti dell’amministrazione Trump arrivano all’indomani della dichiarazione dell’ex direttore della CIA, John Brennan, il quale ha stimato che le probabilità di un conflitto armato con la Corea del Nord si aggirino intorno al 20-25%.

La nazione ha condotto il suo sesto e più potente test nucleare nel mese di settembre, asserendo di aver detonato una bomba a idrogeno potenzialmente pronta a essere miniaturizzata su un missile.

Lo Stato della penisola asiatica sta anche affinando le sue capacità missilistiche, con un attivo di 22 missili lanciati durante 15 test tra febbraio e la prima metà di settembre.

Nonostante molti Paesi abbiano sottolineato la necessità di una politica americana prudente, aperta al dialogo e a misure di reciproca fiducia, Trump ha sminuito il leader nordcoreano con l’appellativo canzonatorio di “rocket man” e vanificato gli sforzi del Segretario di Stato Rex Tillerson indirizzati verso una soluzione diplomatica, insinuando di essere pronto ad agire militarmente.

Nell’evento di giovedì, McMaster ha infatti confermato che “[il Presidente Trump] è determinato a non accettare che questo regime minacci gli Stati Uniti con un arsenale nucleare”. Il consigliere ha tuttavia ribadito l’importanza di evitare un conflitto armato: “Siamo in una circostanza in cui occorre una risoluzione che non implichi l’azione militare. Lo sanno tutti. Lo sappiamo tutti. … Lo sanno i nostri alleati e partner. Lo sa la Cina. Lo sa la Russia”.

In un intervento di mercoledì sera alla FordhamUniversity School of Law, John Brennan ha decretato che “non esiste alcuna soluzione militare che sia positiva per risolvere la problematica”, e che Trump non sta aiutando in questo senso: “Ritengo che l’approccio intrapreso da Trump non sia né costruttivo né produttivo”. Ha poi fatto riferimento a “rocket man” e altri insulti proferiti da Mr. Trump, condannandone l’irresponsabilità.

McMaster, dal canto suo, ha lodato il modo in cui il presidente americano sta gestendo la difficile relazione tra i due Stati, dicendo che la leadership di Trump ha creato la possibilità di un “livello di cooperazione internazionale senza precedenti in materia”.

Il Consigliere per la sicurezza nazionale ha altresì apprezzato gli sforzi di Tillersonvolti ad aumentare la pressione internazionale sulla Corea del Nord;sembra infatti che abbiano avuto un buon riscontro, portando alcuni Paesi a interrompere i rapporti diplomatici con Pyongyang e in alcuni casi anche ad espellerne gli ambasciatori e proibire l’ingresso di lavoratori nordcoreani nei suddetti Paesi.

La Corea del Nord, intanto, è decisa a non aprire alcun dialogo con gli USA finché non avrà la certezza di disporre di ingenti arsenali missilistici e nucleari.

Sicurezza internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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