Egitto: uccisi 16 uomini della sicurezza

Pubblicato il 21 ottobre 2017 alle 6:03 in Africa Egitto

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Almeno 16 uomini della sicurezza egiziana sono stati uccisi in uno scontro con alcuni uomini armati nell’area di Al-Wahat, nel deserto occidentale egiziano. Il dato è stato riferito da fonti della sicurezza del Ministero dell’Interno egiziano. 

Nella serata di venerdì 20 ottobre, le forze della sicurezza avevano lanciato un’operazione contro la postazione nella quale si riteneva si rifugiassero 8 esponenti del movimento Hasam. In seguito all’agguato sono iniziati gli scontri tra le due parti, che hanno portato alla morte di 16 poliziotti.

Il governo egiziano ha classificato il movimento Hasam come un braccio armato della Fratellanza musulmana. Nonostante ciò, non è ancora chiaro il legame tra i due gruppi estremisti egiziani. Hasam sarebbe un gruppo armato islamista anti-governativo, relativamente nuovo sulla scena egiziana che colpisce in particolare le forze della polizia. Si tratterebbe di una  nuova realtà islamista, quindi, che sembra proporsi come una risposta del popolo alle violenze del regime di Abdel Fattah Al-Sisi, da cui il nome del gruppo, in arabo “risolutezza”.

Nell’attacco, gli aestremisti hanno utilizzato anche dispositivi esplosivi e, dopo lo scontro a fuoco, hanno tentato la fuga.

Il 12 ottobre 2017, il presidente egiziano, Abd Al-Fattah Al-Sisi, aveva esteso lo stato di emergenza nel Paese, a causa della situazione di instabilità che il Paese sta vivendo. Nel Sinai del nord è molto attivo un gruppo terroristico affiliato allo Stato Islamico, che si autodefinisce “Stato del Sinai”. Gli scontri tra l’organizzazione e le forze della sicurezza sono molto frequenti. Il 13 ottobre, 6 uomini della sicurezza egiziani sono morti e altri 6 sono rimasti feriti in un attacco nei pressi di un posto di blocco a sud di Al-Arish. Pochi giorni dopo, il 16 ottobre, almeno 24 terroristi e 6 militari egiziani sono morti negli attacchi perpetrati da più di 100 terroristi contro gli avamposti egiziani situati nella città di Sheikh Zuweid.

L’Egitto aveva imposto lo stato di emergenza nell’area settentrionale del Sinai il 25 ottobre 2014, dopo una serie di attacchi terroristici nella regione, che avevano causato la morte di 26 militari egiziani. Successivamente, il 10 aprile, il presidente egiziano aveva esteso tale condizione a tutto il Paese, dopo l’uccisione di 47 persone negli attentati contro due chiese copte durante le celebrazioni religiose della domenica delle Palme. Il 5 luglio 2017, lo stato di emergenza era stato esteso per un periodo di 3 mesi, dal momento che, secondo il presidente del Parlamento egiziano, Ali Abdel Aal, i motivi per cui era stato imposto continuavano ad essere validi.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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