USA esortano l’Onu a essere più duro verso l’Iran

Pubblicato il 20 ottobre 2017 alle 6:01 in USA e Canada

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L’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Nikki Haley, ha esortato la comunità internazionale a riconoscere le “azioni destabilizzanti” dell’Iran nella regione mediorientale, chiedendo di mettere in atto misure più dure per contrastare il programma missilistico di Teheran.

In occasione della prima riunione del Consiglio di Sicurezza successiva alla de-certificazione del patto nucleare da parte di Donald Trump, avvenuta il 13 ottobre, la Haley ha affermato: “Giudicare l’Iran tenendo conto soltanto dell’accordo nucleare non fa cogliere la vera natura della sua minaccia. Teheran deve essere giudicata per i suoi comportamenti illegali e distruttivi. Fare altrimenti sarebbe sciocco”.

La de-certificazione dell’accordo prevede che il Congresso, entro 60 giorni, decida se rimettere in atto le sanzioni che erano state sospese con l’entrata in vigore dell patto. Oltre a ritenere che l’Iran abbia violato lo spirito del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), ci sono diversi altri aspetti che hanno indotto Trump a de-certificare l’accordo. Tra questi, c’è il fatto che il JCPOA non contiene clausole che vietano all’Iran di testare missili. Ciò fa sì che la Repubblica islamica possa sviluppare il proprio programma missilistico. Inoltre, molte restrizioni previste dal patto non sono permanenti, ma hanno una data di scadenza. Secondo molti critici, tra cui Trump, questo aspetto permetterà a Teheran di essere nuovamente libera di acquisire armi nucleari non appena raggiunte determinate scadenze.

La decisione del presidente americano è stata criticata dai leader europei, i quali si sono schierati a favore dell’Iran, riferendo che “il rispetto del patto rimane nel loro interesse”. L’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, è intervenuta dicendo che, a suo avviso, nessun Paese può porre fine ad un accordo così importante. Allo stesso modo, il segretario dell’Onu, Antonio Guterres, ha riferito che il JCPOA è essenziale per le Nazioni Unite e, di conseguenza, deve essere preservato per il bene della pace e della sicurezza del mondo.

L’intervento della Haley ha lasciato perplessi alcuni delegati stranieri dell’Onu, poiché il meeting avrebbe dovuto concentrarsi sulla questione dell’occupazione israeliana nei territori palestinesi. A tale proposito, l’inviato russo, Vassily Nebenzia, ha commentato: “Il fatto che alcune delegazioni non abbiano nemmeno nominato la Palestina ci rattrista”.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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