Rifugiati del Burundi senza scampo

Pubblicato il 19 ottobre 2017 alle 19:01 in Africa Burundi

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I rifugiati del Burundi nella Repubblica Democratica del Congo stanno morendo di fame.

È quanto riferisce al-Jazeera English in lingua araba, la quale riporta che le risorse di cibo a loro disposizione sono sempre più scarse.  A causa della crisi politica che sta attraversando il Burundi dal 2015, circa 40,000 cittadini si sono rifugiati nella vicina Repubblica Democratica del Congo che, tuttavia, versa in una situazione di instabilità molto simile.

Nell’aprile 2015, il presidente burundiano Pierre Nkurunziza, in carica dal 26 agosto 2005, ha deciso di rimanere al potere per il terzo mandato consecutivo, facendo scoppiare violente proteste in tutto il Paese. Gli scontri hanno costretto più di 380,000 persone a rifugiarsi negli Stati confinanti, soprattutto in Tanzania e nella Repubblica Democratica del Congo. La situazione è talmente grave che, il 6 settembre, le Nazioni Unite hanno accusato il governo del Burundi di crimini contro l’umanità e hanno chiesto alla Corte Penale Internazionale di iniziare un processo il più presto possibile.

Dall’altra parte, la Repubblica Democratica del Congo, indipendente dal Belgio dal 1960, non ha mai effettuato una transizione pacifica e, dal dicembre 2016, le violenze sono aumentate, soprattutto nell’est del Paese, dopo che il presidente Joseph Kabila ha annunciato di voler rimanere al potere per il terzo mandato presidenziale consecutivo. Secondo quanto riferito da Amnesty International, i diritti umani dei cittadini vengono continuamente violati sia da parte dei gruppi armati, sia da parte delle forze di sicurezza. Il 18 settembre 2017, alcuni agenti congolesi hanno ucciso 36 rifugiati del Burundi nel corso di scontri, scaturiti da una protesta intorno al rilascio di alcuni connazionali arrestati nella città congolese di Kamanyola, nell’est del Paese.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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