USA inviano aiuti sanitari in Somalia

Pubblicato il 17 ottobre 2017 alle 19:12 in Somalia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno inviato aiuti sanitari in Somalia, per assistere le autorità locali in seguito all’attacco del 14 ottobre, che ha causato la morte di circa 300 persone a Mogadiscio.

Gli aerei statunitensi sono atterrati nella capitale somala martedì’ 17 ottobre, trasportando medicine e altro materiale sanitario da fornire al governo di Mogadiscio. L’invio segue quello del Gibuti, che lunedì 16 ottobre ha mandato più di 30 dottori in Somalia. Il Kenya ha annunciato la spedizione di 31 tonnellate di materiale sanitario in Somalia, e si è offerto di assistere le forze locali nell’evacuazione delle vittime dell’esplosione. La Turchia è stato il primo Paese ad assistere la Somalia, inviando una squadra di medici professionisti e un aereo adibito alle situazioni di emergenza per trasportare alcune vittime negli ospedali di Ankara.

Il 14 ottobre, due autobombe sono esplose nel centro della capitale somala, distruggendo diversi edifici. L’attacco è stato definito “senza precedenti”, in quanto ha causato quasi 600 vittime, tra morti e feriti. Nessun gruppo terroristico ha rivendicato l’operazione, ma le autorità somale sono convinte che sia stata opera di al-Shabaab, organizzazione jihadista nata in Somalia nel 2006 ed affiliata ad al-Qaeda. Gli Stati Uniti supportano il governo somalo nella lotta contro i terroristi. Nel corso degli ultimi mesi, il presidente americano, Donald Trump, ha ordinato di aumentare le operazioni militari anti-terrorismo in nel Paese africano, compiendo attacchi aerei sempre più aggressivi. Alla fine del mese di agosto, 10 civili, di cui 3 bambini, sono stati uccisi nel corso di un raid aereo anti-terrorismo dell’esercito somalo e americano, che ha colpito una fattoria nel sud della Somalia, dove si stava nascondendo un gruppo di jihadisti.

Secondo le stime del governo americano, al-Shabaab è la quarta organizzazione terroristica del mondo per numero di attentati, seconda soltanto all’ISIS, ai talebani e ai maoisti indiani.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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