Iraq: le forze irachene sottraggono Kirkuk ai curdi

Pubblicato il 17 ottobre 2017 alle 6:03 in Iraq Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’esercito iracheno e le Forze di mobilitazione popolare sono entrate nel centro della città di Kirkuk e hanno preso il controllo dell’ufficio del governatore, dell’aeroporto, dei campi petroliferi e della principale base militare della città.

Lunedì 16 ottobre, le forze di Baghdad sono entrate a Kirkuk, costringendo i Peshmerga a ritirarsi dal territorio, all’interno di una missione militare che è stata definita da Baghdad “l’operazione per imporre la sicurezza a Kirkuk”.

Al momento dell’irruzione nel palazzo, il governatore, Najm Eddine Karim, non era presente. Il 14 settembre 2017, il Parlamento iracheno aveva votato per rimuovere Karim dal suo incarico, dal momento che aveva approvato la partecipazione del governatorato al controverso referendum sull’indipendenza del Kurdistan.

Il Primo Ministro iracheno, Haider Al-Abadi, ha dichiarato su Twitter di aver invitato “le forze armate a proteggere tutti i cittadini a Kirkuk”. La mossa irachena è giunta dopo che Baghdad aveva inviato un ultimatum ai Peshmerga, nel quale si invitavano le milizie curde ad abbandonare il territorio. I curdi avevano imposto il proprio controllo su Kirkuk il 12 giugno 2014, durante un’offensiva contro lo Stato Islamico nel nord dell’Iraq.

Dal canto suo, il Governo della Regione del Kurdistan (KRG) ha negato la notizia del controllo di nuovi territori da parte delle forze irachene, ma ha riconosciuto che nel territorio sono in corso operazioni militari.

Il 12 ottobre, le autorità curde avevano schierato migliaia di Peshmerga vicino a Kirkuk per fronteggiare qualsiasi possibile minaccia da parte delle forze irachene. La misura era stata adottata dopo che, mercoledì 11 ottobre, le autorità curde avevano espresso la propria preoccupazione per il fatto che le forze del governo iracheno e i loro alleati si stessero preparando per lanciare un attacco contro la regione autonoma del Kurdistan.

La regione di Kirkuk, ricca di petrolio, è rivendicata sia dai curdi sia da Baghdad. Ad agosto, nonostante si trovasse sotto il controllo del governo centrale iracheno, Kirkuk aveva deciso di partecipare al referendum sull’indipendenza del Kurdistan dall’Iraq, ottenendo una dura reazione dal governo iracheno che aveva definito la decisione della regione “inaccettabile e sbagliata”.

Dopo il referendum, che si è tenuto il 25 settembre 2017 e si è concluso con un plebiscito a favore dell’indipendenza, Baghdad sta facendo pressione sui curdi per annullare il risultato della consultazione popolare. Il governo centrale ha adottato una serie di misure contro Erbil, tra cui il controllo dei confini e l’embargo aereo sui voli internazionali da e verso gli aeroporti di Erbil e Sulaymaniyya. Il controllo di Kirkuk rappresenta una delle questioni più complesse legate al referendum.

Lunedì 16 ottobre, fonti della sicurezza hanno riferito che, in seguito alla vittoria di Baghdad su Kirkuk, temendo l’intensificarsi degli scontri, centinaia di famiglie hanno iniziato ad abbandonare la città, per dirigersi verso i territori curdi di Sulaymaniyya ed Erbil.

Martedì 17 ottobre 2017, le Forze di mobilitazione popolare sono entrate nel distretto di Sinjar, situato nel governatorato di Ninive, senza incontrare alcuna resistenza da parte dei Peshmerga.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.