Catalogna: Puigdemont chiede due mesi di dialogo

Pubblicato il 16 ottobre 2017 alle 12:16 in Europa Spagna

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Il presidente della Generalitat catalana Carles Puigdemont ha risposto alla richiesta del governo di chiarire la propria posizione chiedendo due mesi di dialogo senza condizioni. Madrid giudica insoddisfacente la risposta e ricorda che la scadenza è giovedì 19 ottobre.

Carles Puigdemont ha risposto alla lettera con cui il governo di Madrid ha chiesto ufficialmente se avesse proclamato o meno la Repubblica catalana indipendente dalla Spagna, senza tuttavia chiarire la posizione delle autorità di Barcellona, ma chiedendo due mesi di dialogo attraverso una mediazione internazionale e una riunione urgente.

Lunedì mattina, due ore prima dallo scadere dell’ultimatum previsto dalla legge perché il Presidente della Generalitat, come massimo rappresentante dello Stato in Catalogna chiarisse sull’avvenuta o meno proclamazione di indipendenza della Catalogna, il presidente della Generalitat aveva preso tempo, chiedendo al premier spagnolo Mariano Rajoy due mesi di dialogo attraverso una mediazione internazionale e una riunione urgente tra i due leader. Il governatore catalano lo aveva fatto attraverso una lettera di quattro pagine inviata via fax alla Moncloa.

Il tono della lettera, evasivo quanto alle richieste di Madrid ma molto conciliante, ha causato l’ira della CUP, la sinistra antisistema indipendentista, che ha chiesto a Puigdemont di non demorare oltre e di proclamate l’indipendenza della Repubblica catalana.

Al leader catalano ha risposto, sempre tramite una lettera, lo stesso capo del governo di Madrid, Mariano Rajoy. Il contenuto è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa dalla vicepremier spagnola, Soraya Sáenz de Santamaría: “Il Governo aspetta da Puigdemont una risposta chiara – ha affermato – non è difficile dire sì o no, il governo si aspetta che nelle prossime ore Puigdemont risponda con chiarezza”.

Nessuno nega il dialogo – ha aggiunto Sáenz de Santamaría – ma il dialogo deve svolgersi nel quadro della legge, riteniamo che Puigdemont abbia l’opportunità ancora di rettificare, è nelle sue mani evitare che si facciano ulteriori passi” verso l’applicazione dell’articolo 155 che sospenderebbe l’autonomia catalana. “La nuova scadenza è ora giovedì alle dieci di mattina” – ha concluso la vicepremier. Il governo spagnolo aveva già indicato come ultima scadenza giovedì prossimo e lo ha ripetuto oggi, tornando a chiedere a Puigdemont di chiarire se abbia dichiarato o meno l’indipendenza della Catalogna.

Prima della conferenza stampa della vicepremier, il ministro della Giustizia, Rafael Catalá, aveva affermato che il governo spagnolo non considerava valida, per mancanza di chiarezza, la risposta di Puigdemont. Parlando a margine del vertice dei Ministri della Giustizia iberoamericani, Catalá aveva ricordato che, oltre a chiedergli se avesse dichiarato l’indipendenza, il premier Rajoy aveva fissato per la Generalitat un’altra scadenza, giovedì prossimo, per spiegare quali misure voleva adottare per recuperare il rispetto degli impegni previsti dalla legge.

Ambienti imprenditoriali catalani e spagnoli hanno lamentato la mancanza di chiarezza che causa un’aumento della tensione e prolunga lo stato di incertezza che vive il paese ormai da settimane.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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