Iraq: il Kurdistan schiera i Peshmerga

Pubblicato il 13 ottobre 2017 alle 13:24 in Iraq Medio Oriente

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Le autorità curde hanno schierato migliaia di Peshmerga vicino a Kirkuk per fronteggiare qualsiasi minaccia da parte delle forze irachene.

Kurdish Media Network Rudaw ha riferito che “decine di migliaia di Peshmerga si trovano adesso nei pressi di Kirkuk” e ha aggiunto che erano state mandate “6000 unità aggiuntive dei Peshmerga a Kirkuk per fronteggiare qualsiasi minaccia da parte dell’esercito iracheno nella serata di giovedì”, 12 ottobre 2017.

Per tutta risposta, l’esercito iracheno ha emesso un comunicato nel quale ha negato “ciò che è stato  riferito dai media in merito al lancio di un’operazione militare nel sud di Kirkuk”. Nel comunicato si legge, inoltre, che i media hanno tentato di “confondere l’opinione pubblica”.

La misura è stata adottata dopo che, mercoledì 11 ottobre, le autorità curde avevano espresso la propria preoccupazione per il fatto che le forze del governo iracheno e i loro alleati si stessero preparando per lanciare un attacco contro la regione autonoma del Kurdistan.

La regione di Kirkuk, ricca di petrolio, è rivendicata sia dai curdi sia da Baghdad. Ad agosto, nonostante si trovasse sotto il controllo del governo centrale iracheno, Kirkuk aveva deciso di partecipare al referendum sull’indipendenza del Kurdistan dall’Iraq, ottenendo una dura reazione dal governo iracheno che aveva definito la decisione della regione “inaccettabile e sbagliata”.

Il giorno precedente, giovedì 12 ottobre 2017, i Peshmerga curdi avevano bloccato le rotte che collegano la regione del Kurdistan iracheno a Mosul, in risposta ai movimenti delle truppe irachene. Secondo quanto riferito da un ufficiale dell’esercito curdo, “le due strade principali che collegano Erbil e Dohuk a Mosul sono state bloccate giovedì attraverso argini sabbiosi come misura precauzionale dopo che abbiamo notato un intensificarsi nel dispiegamento e nei movimenti delle forze irachene nei pressi della prima linea dei Peshmerga”.

Dal mese scorso, Baghdad sta facendo pressione sui curdi per annullare il risultato del referendum sull’indipendenza della regione dall’Iraq, che si è tenuto il 25 settembre 2017 e si è concluso con un plebiscito a favore dell’indipendenza. In questo senso, il governo centrale ha adottato una serie di misure contro Erbil, tra cui il controllo dei confini e l’embargo aereo sui voli internazionali da e verso gli aeroporti di Erbil e Sulaymaniyya. Il governo della regione del Kurdistan iracheno ha più volte ribadito di essere pronto a intraprendere un dialogo con Baghdad in merito alla questione.

Da parte sua, giovedì 12 ottobre 2017, il governo centrale iracheno aveva dichiarato che non avrebbe intrapreso alcun dialogo con la regione del Kurdistan se questa non avesse riconosciuto “l’unità dell’Iraq”. Tra le condizioni imposte da Baghdad per avviare le negoziazioni con Erbil vi sono l’annullamento del risultato del referendum e l’impegno nei confronti dell’unità del Paese.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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