Cina e Usa: finanziamenti a confronto

Pubblicato il 13 ottobre 2017 alle 6:08 in Asia Cina

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La Cina può competere con gli Stati Uniti per numero e valore di finanziamenti e aiuti forniti agli altri paesi del mondo, anche se la composizione dei fondi è molto diversa. Questo è quanto emerge dallo studio condotto dal centro AidData dell’Università statunitense William & Mary.

La Cina si prepara all’apertura del XIX Congresso del Partito Comunista prevista mercoledì 18 ottobre e destinata a segnare lo sviluppo futuro del paese. Negli ultimi anni, Pechino ha attribuito sempre maggiore importanza ai suoi investimenti all’estero, compresi quelli concessi come sostegno allo sviluppo e destinati soprattutto ai paesi dell’Africa, aumentando così la sua influenza a livello internazionale. Ha quasi raggiunto gli Stati Uniti per valore di finanziamenti.

La Cina ha investito 354,3 miliardi di dollari in 140 paesi e regioni del mondo partecipando a 4300 progetti, dal 2000 al 2014. Gli Stati Uniti hanno investito 394,6 miliardi di dollari nello stesso periodo. Questo vuol dire che i progetti di investimento e gli aiuti per lo sviluppo concessi dalle due più grandi economie mondiali raggiungono livelli molto simili, ma si differenziano nella composizione, come mostrano i dati della ricerca pubblicata dal centro AidData dell’Università William & Mary.

La Cina non diffonde l’elenco dei suoi progetti di investimento e sostegno suddiviso per paesi, né fornisce dati precisi suddivisi per singoli progetti. Per questa ragione, la ricerca del centro AidData si è basata su una metodologia definita “innovativa” ovvero il tracciamento dei flussi finanziari non riportati ufficialmente.

Quali sono le principali forme di investimento e di aiuti allo sviluppo che la Cina concede agli altri paesi?

Sono principalmente suddivisibili in tre categorie. La prima è rappresentata dagli aiuti ufficiali in senso stretto volti al sostegno dello sviluppo dei singoli paesi, noti come ODA (Official Development Aid). La seconda è formata da altri flussi ufficiali volti ad iniziative commerciali o di rappresentanza, anche detti OOF (Other Official Flows). La terza è costituita dai flussi rimanenti, di cui si conosce con precisione la provenienza da fonti ufficiali, ma per i quali non si hanno indicazioni sufficienti per classificarli nelle prime due categorie, detti dunque “finanziamenti ufficiali vaghi”, Vague OF.

Gli aiuti per lo sviluppo rappresentano la porzione più piccola del totale degli investimenti cinesi, con 81,1 miliardi, mentre la porzione maggiore è rappresentata dagli OOF, i finanziamenti commerciali che ammontano a 216,3, mentre i finanziamenti classificati come vaghi sono i restanti 57 miliardi. È proprio la composizione del portfolio il punto in cui tra Stati Uniti e Cina si registra la maggiore differenza. Gli Usa hanno investito 366,4 miliardi di dollari in aiuti per lo sviluppo e i restanti 28,1 in finanziamenti commerciali.

Per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo ODA, i paesi principali destinatari sono stati Cuba al primo posto con 6,7 miliardi di dollari, seguita da Costa d’Avorio con 4 miliardi ed Etiopia con 3,7. Cameroon, Zimbabwe e Nigeria hanno ottenuto tutti circa 3 miliardi di dollari, mentre la Cambogia 2,8. Gli investimenti con scopi commerciali o rappresentanza rappresentano la maggioranza sul totale e tra i paesi destinatari al primo posto si trova la Russia con 36,6 miliardi di dollari, seguita dal Pakistan con 16,6, dall’Angola con 13,4 e dal Laos con 11. In generale, dallo studio emerge che gli aiuti allo sviluppo sono stati indirizzati maggiormente all’Africa, mentre gli investimenti più commerciali sono distribuiti in modo diffuso in tutte le regioni del mondo.

Gli investimenti cinesi sono stati concentrati maggiormente nel settore delle infrastrutture e in particolar modo nell’energia (134,1 miliardi) e nei trasporti (88,8 miliardi di dollari) e nelle comunicazioni (16 miliardi).

Molti analisti ritengono che la concessione di aiuti e finanziamenti per progetti infrastrutturali da parte di Pechino sia uno strumento per aumentare l’influenza della Cina sui paesi destinatari degli investimenti. Secondo l’analisi dell’osservatorio cinese Guancha, tutti i fondi concessi da Pechino all’estero sono stati molto utili per la promozione dello sviluppo dei paesi destinatari e hanno impiegato molta forza lavoro locale e migliorato la qualità della vita delle persone.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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