Brasile: Temer revoca lo status di rifugiato a Cesare Battisti

Pubblicato il 13 ottobre 2017 alle 16:25 in America Latina Brasile

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Il presidente del Brasile Michel Temer ha deciso di revocare lo status di rifugiato politico all’ex terrorista dei  Proletari Armati per il Comunismo, condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi, aprendo dunque all’estradizione in Italia nel caso il Tribunale Supremo Federale respinga la richiesta di Habeas Corpus presentata dalla difesa.

Michel Temer ha revocato lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti, concesso il 31 dicembre 2010 dall’allora presidente Lula da Silva. Il Brasile apre dunque all’estradizione dell’ex leader dei Proletari Armati per il Comunismo, condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi, due commessi personalmente e due in concorso con altre persone.

La difesa di Battisti, già a fine settembre aveva presentato alla corte richiesta di habeas corpus, nel tentativo di bloccare la procedura di estradizione. La strategia del governo brasiliano è di attendere la decisione del Tribunale Supremo Federale e, in caso la richiesta dell’opposizione venisse respinta, avviare le procedure per estradare Cesare Battisti in Italia.

L’ex terrorista, arrestato nei giorni scorsi dalla polizia brasiliana nei pressi della frontiera con la Bolivia, dove stava tentando di entrare illegalmente con 23 milioni di reais (oltre 6 milioni di euro) in contanti, ha dichiarato in tono di sfida che Temer deve rispettare la legge brasiliana.

Fonti vicine alla presidenza, riportate dal quotidiano Folha de São Paulo, riferiscono che in caso il giudizio sulla richiesta di habeas corpus demorasse eccessivamente (la data per l’udienza non è ancora stata fissata), Michel Temer potrebbe avvalersi dei propri poteri per estradare Battisti in Italia. Una soluzione sarebbe già allo studio dell’Ufficio Legale della Presidenza della Repubblica del Brasile.

Gli analisti brasiliani considerano poco probabile che il Tribunale Supremo Federale apra alle richieste della difesa di Battisti, poiché già nel 2009 la corte aveva decretato l’estradizione del terrorista rosso in Italia. Decisione revocata poi dal presidente Lula. Il Ministero della Giustizia, che funge da relatore nel caso Battisti, ha emesso un parere per cui la decisione di Lula può essere revocata. A rendere difficile l’estradizione sono la condanna all’ergastolo, pena non prevista dall’ordinamento giuridico brasiliano, e il fatto che Battisti abbia un figlio nel paese. Il tentativo di fuga e l’arresto dell’ex terrorista, tuttavia hanno costretto il governo brasiliano ad irrigidire la propria posizione.

Cesare Battisti è giunto in Brasile  dalla Francia nel 2004 e gode dello status di rifugiato politico, come detto, dal 31 dicembre 2010. “La decisione di Temer non sarebbe stata così radicale – commentano le stesse fonti del giornale paulista – se l’italiano non avesse cercato di fuggire in Bolivia la scorsa settimana”. Il governo brasiliano, infatti, ha cercato di evitare di prendere posizione sul tema dell’estradizione di Battisti sin dall’ascesa al potere di Michel Temer nell’agosto 2016.

 

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Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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