Kenya: bandite le proteste nelle principali città del Paese

Pubblicato il 12 ottobre 2017 alle 19:16 in Africa Kenya

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Il Kenya ha bandito le proteste nelle tre città principali del Paese, in seguito allo scoppio delle tensioni tra i sostenitori del presidente Uhuru Kenyatta e l’opposizione in merito alle nuove elezioni presidenziali.

Il ministro dell’Interno, Fred Mantiagi ha riferito che i manifestanti che hanno violato il bando a Nairobi e a Kisumu e a Mombasa verranno perseguiti legalmente per qualsiasi danno. I tre centri urbani costituiscono le roccaforti dell’opposizione, motivo per cui sono state teatro di numerosi scontri con le forze di polizia.

Le ultime elezioni presidenziali, tenutesi l’8 agosto, avevano portato alla seconda vittoria di Kenyatta. ll primo settembre, la Corte Suprema del Kenya ha annullato le votazioni, chiamando nuovamente i cittadini alle urne il prossimo 26 ottobre. Dall’inizio di settembre a oggi, almeno 37 persone sono morte, tra cui 3 bambini, nel corso delle proteste. La Commissione Nazionale del Kenya sui diritti umani ha riportato che alcune vittime sono state colpite dal fuoco della polizia. Tale notizia è stata smentita da Matiangi, il quale ha negato che la polizia avesse utilizzato armi non a salve per sedare i disordini.

Kenyatta e il leader dell’opposizione Raila Odinga avrebbero dovuto confrontarsi nuovamente il 26 ottobre ma, questa settimana, Odinga ha ritirato la propria candidatura, facendo aumentare le tensioni politiche. Il comitato elettorale ha reso noto che le elezioni si terranno in ogni caso, permettendo a tutti gli altri vecchi candidati di ripresentarsi. Ad avviso dei sostenitori di Odinga, l’organizzazione di nuove elezioni senza una riforma elettorale non sarà libera e giusta.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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