Forze armate americane indebolite dalle operazioni in Medio Oriente

Pubblicato il 12 ottobre 2017 alle 8:41 in USA e Canada

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La guerra contro l’ISIS in Siria e in Iraq sta mettendo sempre più sotto pressione le forze armate statunitensi.

Nel solo mese di agosto, la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti ha sganciato più di 5,000 bombe contro i terroristi, segnando un record nella campagna di bombardamenti, iniziata nell’agosto 2014. Tuttavia, l’aeronautica americana dispone soltanto di 55 jet da guerra attivi, un calo del 60% rispetto al numero di velivoli operativi durante la Guerra del Golfo del 1991.

Jack Detsch, corrispondente del Pentagono per il sito al-Monitor, spiega che la diminuzione del numero di armamenti utilizzati dall’esercito americano è dovuta al bilancio per la difesa troppo basso e alla scarsità di velivoli e piloti. Il budget militare degli Stati Uniti fissato per l’anno fiscale 2017, iniziato il primo ottobre 2016 e terminato il 30 settembre 2017, è stato pari a 793,7 miliardi di dollari.

Per capire il motivo delle affermazioni di Jack Detsh, è necessario spiegare quali siano le quattro componenti militari degli Stati Uniti e come è stata suddivisa tra di loro la spesa nell’anno fiscale 2017. In primo luogo, al Dipartimento della Difesa (DoD) è stato destinato un budget di base pari a 516,1 miliardi di dollari. In secondo luogo, alle Overseas Contingency Operations (OCO), ovvero le operazioni di guerra contro l’ISIS, le quali non sono comprese nella spesa del Dipartimento della Difesa, è stata destinata una spesa di 82,4 miliardi di dollari. In terzo luogo, 175,8 miliardi di dollari sono stati suddivisi tra le agenzie destinate alla difesa della nazione, suddivise rispettivamente in: Department of Veterand Affairs, State Department, Homeland Security, FBI e Cybersecurity e Department of Justice e National Nuclear Security. Per l’ultima componente dell’apparato della difesa statunitense, costituita dai fondi di emergenza per le Overseas Contingency Operations contro l’ISIS per lo State Department e la Homeland Security, è stato fissato un bilancio pari a 19,4 miliardi di dollari.

La spesa per l’equipaggiamento da guerra per l’Aviazione Militare americana è compreso nel budget del Dipartimento della Difesa. Come spiega Jack Detsch, nel corso dei 12 mesi appena trascorsi, l’aviazione americana è stata in grado di migliorare le proprie abilità di intelligence, riuscendo a colpire 54,000 obiettivi dell’ISIS dal 2014 al 30 settembre 2017. Tuttavia, le continue operazioni si sono dimostrate troppo dispendiose. Ogni jet della coalizione deve fare rifornimento di carburante almeno 5 volte durante ogni singolo bombardamento, necessitando di circa 65 viaggi nel Golfo Persico per rifornirsi. Per di più, dei 13 Paesi della coalizione che partecipano ai raid aerei, gli Stati Uniti sono quello che compie il maggior numero di missioni in Siria e in Iraq.

Il segretario dell’aeronautica americana, Heather Wilson, ha riferito che “nonostante il governo iracheno stia cercando di risollevare il proprio Paese dalla devastazione seminata dall’ISIS, l’aviazione statunitense è ancora troppo coinvolta nelle missioni”. Inoltre, ad avviso della Wilson, le forze armate americane in Medio oriente stanno risentendo dei troppi anni di interventi nella regione, iniziati con la liberazione del Kuwait nel 1991. “Dopo 27 anni di operazioni militari stiamo perdendo l’abilità di vincere ogni guerra”, ha concluso la Wilson.

Ad avviso di molti esperti, tuttavia, il budget fissato dall’amministrazione Trump per l’Aviazione Militare americana per l’anno fiscale 2018, pari a 183 miliardi di dollari, dovrebbe essere in grado di alleviare lo stress accumulato e aiutare a rafforzare le operazioni contro l’ISIS in Siria e in Iraq.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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