Egitto: distrutte centinaia di abitazioni al confine con Gaza

Pubblicato il 12 ottobre 2017 alle 18:03 in Africa Egitto

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L’esercito egiziano ha distrutto almeno 140 abitazioni e più di 200 acri di terreno al confine con la Striscia di Gaza questa settimana, per espandere la propria zona cuscinetto. Si tratta della terza fase di un’operazione militare mirata a tutelare la sicurezza nazionale e a combattere il terrorismo.

Il quotidiano The New Arab riferisce che, a partire dal 2013, l’Egitto ha demolito centinaia di case e almeno 4000 persone sono state sfrattate per creare la zona cuscinetto. L’obiettivo di tali operazioni militari sarebbe la prevenzione del traffico di armi e di militanti provenienti dalla Striscia di Gaza.

Lunedì 9 ottobre 2017, il governatorato del Sinai del Nord, il maggiore generale Abdel-Fatah Harhour, ha dichiarato che l’esercito ha iniziato una nuova fase di “pulizia” della zona, che si estende per una lunghezza di 10 km e per una larghezza di 1500 metri. Ogni fase prevede la distruzione di un’area della larghezza di 500 metri. Harhour ha aggiunto che il governo ha promesso di ricompensare coloro che hanno perso le loro case e le loro fattorie attraverso la donazione di 170 dollari a testa, destinati a pagare “un alloggio alternativo”.

Secondo quanto riferito dal quotidiano Al-Monitor, l’esercito egiziano ha iniziato ad espandere le proprie operazioni il 4 ottobre 2017, al fine di demolire le case dei civili nella città di Rafah per costruire una zona cuscinetto al confine con la Striscia di Gaza. Quella in corso sarebbe terza fase.

Dall’ottobre 2014, l’esercito egiziano ha lavorato per create una zona cuscinetto al confine con la Striscia di Gaza, all’interno di un più ampio piano della sicurezza, mirato a distruggere i tunnel utilizzati per il traffico illegale tra Gaza e la penisola del Sinai. Il governo egiziano ha accusato Hamas di utilizzare i tunnel per condurre attacchi terroristici in Egitto.

Le persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni nell’area hanno riscontrato numerose difficoltà nel trovare abitazioni alternative. Centinaia di persone hanno costruito capanne con i resti delle abitazioni distrutte e con gli alberi da palma nelle aree desertiche di Sheikh Zuweid, Rafah e El-Arish. Tuttavia, si tratta di un’area pericolosa, dal momento che si verificano combattimenti costanti tra l’esercito e il ramo egiziano dello Stato Islamico, Wilayat Sinai.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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