Cina: indignazione contro gli Usa

Pubblicato il 12 ottobre 2017 alle 6:02 in Asia Cina

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L’avvicinamento di una nave da guerra degli Stati Uniti alle isole Paracel, nel Mar Cinese Meridionale, rivendicate dalla Cina, ha creato nuova tensione tra Pechino e Washington, a un mese dalla prima visita ufficiale del presidente Trump in Asia.

Una nave da guerra destroyer degli Stati Uniti ha fatto rotta vicino all’arcipelago Paracel, nel Mar Cinese Meridionale, che la Cina rivendica come suo territorio sovrano. La reazione di Pechino all’operazione che gli Stati Uniti definiscono di “tutela alla libertà di navigazione” è stata molto dura. Dopo la condanna da parte del Ministero della Difesa che ha parlato di peggioramento nei rapporti di cooperazione militare tra i due paesi, il Ministero degli Esteri ha affermato di aver inviato una protesta formale a Washington e due pattuglie, una aerea e una della marina a sorvegliare la zona.

La portavoce della diplomazia cinese, Hua Chunying, ha dichiarato che la nave destroyer Chafee degli Stati Uniti è entrata nelle acque territoriali delle isole Paracel che sono sotto la sovranità della Cina senza avere il permesso del governo cinese. La portavoce ha anche ribadito che la Cina nel maggio del 1995 ha emanato una legge sui limiti delle acque territoriali che sanciscono anche quelli delle isole Paracel. L’avvicinamento della Chafee rappresenta, per il governo di Pechino, “una seria violazione della legge cinese e del diritto internazionale che lede gli interessi e la sovranità della Cina e mette in pericolo la vita degli operatori della marina dei due paesi”. Hua Chunying ha poi esposto chiaramente l’indignazione della Cina chiedendo agli Stai Uniti di mettere fine alle violazioni e di rispettare la sovranità cinese, per non rischiare di incrinare i rapporti bilaterali.

Oltre alle dichiarazioni della portavoce del Ministero degli Esteri, Pechino ha anche inviato una pattuglia aerea e una navale a perlustrare la zona e a indentificare la nave statunitense. Gli Stati Uniti non hanno ancora rilasciato dichiarazioni che confermino che la presenza della Chafee fosse legata a un’operazione di tutela della libertà di navigazione. Se una tale conferma dovesse giungere, si tratterebbe della quarta attività di questo tipo da quando il presidente Trump è entrato in carica, la penultima era avvenuta il 2 luglio scorso.

Le operazioni per la tutela della libertà di navigazione vengono condotte dalla marina Usa per contrastare le attività di costruzione di armamenti sulle isole e isolotti contesi del Mar Cinese Meridionale da parte della Cina. Sebbene Pechino reputi che le dispute territoriali dovrebbero essere risolte tra i paesi che affacciano su quel braccio di mare, gli Stati Uniti hanno importanti interessi strategici da tutelare. Il Mar Cinese Meridionale è una zona in cui ogni anno transitano 5 trilioni di dollari di merci destinate a tutti i paesi del mondo, per questo è importante per Washington che essa mantenga lo status di acque internazionali.

I rapporti tra la Cina e gli Stati Uniti sono in una fase delicata. Washington chiede a Pechino un maggiore contributo per la risoluzione della questione nordcoreana e il presidente Donald Trump si prepara alla sua prima visita ufficiale in Asia che prevede una tappa a Pechino, nel mese di novembre prossimo. La Cina, intanto, si prepara ad aprire il XIX Congresso del Popolo Cinese, un momento di grande importanza per la definizione della leadership futura del paese.

Sicurezza Internazionale quotidiano di politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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