Catalogna: cosa prevede l’articolo 155

Pubblicato il 12 ottobre 2017 alle 5:51 in Europa Spagna

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Il governo spagnolo ha avviato il processo di ritiro delle competenze alla Catalgona in seguito alla confusione suscitata dalla dichiarazione d’indipendenza “sospesa” del presidente catalano Puigdemont.

“Se una comunità autonoma non rispettasse gli obblighi previsti dalla Costituzione o da altre leggi, o agisse in maniera da attentare gravemente all’interesse generale della Spagna, il governo, previa richiesta di chiarimento al presidente della comunità autonoma e in caso fosse disattesa tale richiesta, con l’approvazione della maggioranza assoluta del Senato, potrà applicare le misure necessarie per obbligare detta comunità al rispetto forzoso degli obblighi in questione o per la protezione del summenzionato interesse generale”. Recita così l’articolo 155 della Costituzione spagnola, al quale, dopo lungo tentennamento ha deciso di fare ricorso il governo di Madrid per porre termine alla crisi catalana.

Mariano Rajoy ha dichiarato ieri alle Cortes di aver inviato la richiesta formale di chiarimento specificata nell’articolo 155, mentre fonti interne al partito affermano che il leader catalano ha ora 5 giorni di tempo per rispondere.

Di fondamentale importanza è che la costituzione richieda il voto del solo Senato per l’attivazione delle misure che, secondo molti, dovrebbero portare allo scioglimento d’imperio del governo catalano e alla convocazione di nuove elezioni regionali. Solo alla camera alta, deputata a gestire gli affari territoriali, infatti, il governo Rajoy gode della maggioranza assoluta, mentre al Congreso sarebbe stato necessario l’appoggio socialista.

Si chiariscono, almeno per quanto riguarda Madrid, gli scenari aperti dal voto del 1 ottobre e dalla crisi istituzionale che ne è seguita, resi particolarmente confusi dalla dichiarazione d’indipendenza “sospesa” da Carles Puigdemont al parlamento di Barcellona lo scorso 10 ottobre.

In caso di mancata risposta da parte della Generalitat, il governo potrebbe procedere all’assunzione, totale o parziale, delle competenze del governo catalano, incluso il controllo sulle forze di sicurezza e sul sistema d’istruzione, al commissariamento della regione e, nei tempi ritenuti adeguati, alla convocazione di nuove elezioni.

Intervenendo in parlamento, Mariano Rajoy ha ribadito che “è nelle mani di Puigdemont” impedire l’attuazione dell’articolo 155.  “La democrazia non si può esercitare a margine delle regole, votare è essenziale, ma votare contro la democrazia non è democrazia” – ha affermato il premier, aggiungendo che alle gravi conseguenze causate dallo strappo catalano ne seguiranno “altre peggiori, se non rientrano nell’alveo della legalità”.

L’articolo 155 della Costituzione è stato attivato dal governo in accordo con i partiti del “fronte costituzionalista”: i socialisti e i liberali di Ciudadanos. Rajoy si è detto pronto a “mantenere questa unità e anche ad ampliarla”, accogliendo parzialmente l’appello alla formazione di un governo di unità nazionale che giunge da diversi ambienti intellettuali ed economici. “La Spagna ama la Catalogna” – ha concluso il premier.

Il Ministero della Difesa di Madrid ha intanto mobilitato l’esercito affinché offra “sostegno e supporto” alla polizia e alla Guardia Civil in Catalogna. Già da giorni l’esercito ha inviato materiale e mezzi in Catalogna per offrire appoggio logistico alle forze dell’ordine nazionali, che devono far fronte alla resistenza dei Mossos d’Esquadra, la polizia regionale.

“L’esercito non interverrà in Catalogna senza un ordine del governo, in caso contrario sarebbe un colpo di stato” – affermano alte autorità militari, e sembra ormai chiaro che a garantire la sicurezza della regione debbano essere polizia e Guardia civil con il sostegno logistico delle forze armate.

L’esercito, secondo quanto trapela, dovrebbe assicurare il controllo di porti, aeroporti, centrali nucleari e altre infrastrutture considerate “critiche” in caso di rottura totale tra Madrid e Barcellona.

Sicurezza internazionale quotidiano sulla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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