USA: nuove mosse per contrastare Hezbollah

Pubblicato il 11 ottobre 2017 alle 10:16 in USA e Canada

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In attesa dell’annuncio della nuova strategia americana contro l’Iran, alcuni ufficiali dell’amministrazione Trump stanno elaborando una nuova offensiva contro la milizia sciita libanese di Hezbollah, considerata un gruppo terroristico dagli USA. A loro avviso, l’organizzazione, sostenuta da Teheran, sarebbe in procinto di compiere attacchi contro gli Stati Uniti.

Nicholas Rasmussen, direttore del National Counterterrorism Center, ha riferito che l’intelligence americana ha riscontrato numerose attività di Hezbollah all’interno del territorio statunitense. “Riteniamo che il gruppo si stia organizzando per operare negli USA”, ha spiegato Rasmussen, citando l’arresto di due agenti di Hezbollah, avvenuto lo scorso giugno. Si tratta del 32enne Ali Kourani, residente nel Bronx, a New York, e del 37enne Samer el Debek, di Dearbone, in Michingam, entrambi accusati di fornire supporto all’Islamic Jihad Organization (IJO), l’ala di Hezbollah incaricata di pianificare ed eseguire sia attacchi terroristici, sia operazioni di intelligence. Gli arrestati, originari del Libano, erano cittadini naturalizzati statunitensi reclutati dalla milizia sciita tra il 2002 e il 2007. La polizia ritiene che Kourani e Debek fossero due militanti “dormienti”, in attesa di ricevere eventuali ordini dall’Islamic Jihad Organization.

Come spiega la CNN, la decisione di organizzare un’offensiva contro Hezbollah fa parte della strategia del presidente Donald Trump per contrastare l’Iran, principale rivale degli USA in Medio Oriente, e i gruppi da lui sostenuti. Oltre a offrire ricompense in denaro per la consegna di alcuni ricercati libanesi, l’amministrazione americana collaborerà a stretto contatto con i propri alleati per danneggiare la milizia sciita. Nathan Sales, ambasciatore coordinatore dello State Department Counterterrorism, ha riferito che Hezbollah si è trasformato in una minaccia globale per via dell’appoggio di Teheran, aggiungendo che “il regime iraniano ha sostenuto e finanziato il gruppo libanese per generare instabilità in tutta la regione mediorientale e in tutto il mondo”. Per queste ragioni, contrastare Hezbollah è una delle priorità degli Stati Uniti, ha spiegato Sales.

Hezbollah, in arabo “Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese nata nel 1982 che si è trasformata, nel tempo, in un partito politico locale. Attualmente, tale gruppo è la forza maggiore presente in Libano, dal momento che, secondo alcune fonti, dovrebbe essere in possesso di un arsenale più grande di quello dell’esercito libanese.

Alcuni Stati considerano un gruppo terroristico soltanto l’ala militare di Hezbollah, facendo una distinzione con il partito politico. Gli USA, al contrario, non effettuano tale separazione. “Hezbollah non ha un ramo politico, è una singola organizzazione terroristica”, ha spiegato Sales. La milizia libanese è accusata di aver bombardato l’ambasciata americana e le postazioni dei Marines a Beirut, nel 1983, e di aver colpito il centro culturale ebraico in Argentina, nel 1994. Nel 2012, Israele ha altresì accusato Hezbollah di aver attaccato un autobus di turisti israeliani in Bulgaria.

Oltre a contrastare Hezbollah dal punto di vista militare e di intelligence, gli USA dovrebbe agire anche sul piano finanziario. A tale riguardo, in un articolo pubblicato per The National Interest, Yaya J. Fanusie e Alex Entz ritengono che gli Stati Uniti dovrebbero fare quattro mosse specifiche per smantellare i finanziamenti a Hezbollah.

In primo luogo, dal momento che la milizia libanese gestisce un vasto impero criminale che si estende fino all’America Latina, Washington dovrebbe aggiornare e aumentare le sanzioni e le designazioni dei gruppi e delle entità collegate a Hezbollah, sia all’interno, sia all’esterno del Libano. Al momento, Hezbollah è in possesso di decine di milioni di dollari, gestiti attraverso sei continenti.

In secondo luogo, gli Stati Uniti dovrebbero supportare le forze libanesi che oppongono Hezbollah, in modo da impedire la sua totale presa di potere. A tale riguardo, il Dipartimento del Tesoro americano potrebbe collaborare a stretto contatto con la Banca Centrale Libanese, la quale mira a limitare le attività finanziarie della milizia sciita nel settore bancario locale.

In terzo luogo, gli USA dovrebbero cercare di danneggiare il sostegno locale in Libano a Hezbollah, mettendo in luce l’ipocrisia dell’organizzazione, la quale si spaccia come una società caritatevole che non ottiene profitto dal traffico di droga. Nonostante Hezbollah neghi tutto ciò, nel 1980, i suoi leader hanno segretamente accettato di vendere droga ai non-musulmani. Gli Stati Uniti dovrebbero rendere noto questo fatto tra le fila di sostenitori della milizia in Libano, in modo da farle perdere i consensi.

Infine, dal momento che tra il 70% e l’80% dei finanziamenti di Hezbollah proviene dall’Iran, la Casa Bianca dovrebbe indagare e individuare i flussi specifici di denaro che dalle casse dell’Iran confluiscono nelle casse della milizia sciita. In questo modo, gli USA potrebbero approvare sanzioni più mirate contro Teheran, che vadano indirettamente a colpire anche Hezbollah.

Yaya J. Fanusie e Alex Entz concludono spiegando che Hezbollah è un’entità pericolosa, sostenuta dall’Iran e che supporta il regime siriano del presidente Bashar al-Assad, anch’esso rivale degli Stati Uniti e minaccia per la stabilità del Libano. Per queste ragioni, danneggiare la capacità del gruppo terroristico di finanziare operazioni all’interno del Paese mediorientale e all’estero, costituirebbe un passo importante per assicurare la stabilità regionale e difendere gli Stati Uniti.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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