Siria: evacuazione dei civili a Raqqa

Pubblicato il 11 ottobre 2017 alle 21:24 in Medio Oriente Siria

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La coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro l’ISIS ha annunciato che gli ufficiali locali e i capi delle tribù siriani hanno avviato alcune trattative per rendere sicuro il corridoio che permette ai civili di abbandonare le zone di Raqqa ancora sotto il controllo dello Stato Islamico.

Domenica 8 ottobre, il portavoce delle Syrian Democratic Forces, Jihan Sheikh Ahmed, aveva dichiarato che la battaglia di Raqqa si trova nella sua fase finale. Le Syrian Democratic Forces sono un’alleanza multi-etnica e multi-religiosa, composta da curdi, arabi, turkmeni, armeni e ceceni, che svolge un ruolo di primo piano nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria.

Secondo quanto si legge nel comunicato della coalizione, “il Consiglio civile di Raqqa ha intrapreso le trattative per determinare quale sia la modalità migliore per consentire ai civili assediati dallo Stato Islamico di uscire dalla città, dove vengono utilizzati dai terroristi come scudi umani”. Il Consiglio civile di Raqqa è un governo in esilio, composto da ufficiali locali e capi tribù, che ha la propria sede nella zona settentrionale della città.

Martedì 10 ottobre, i media delle Syrian Democratic Forces avevano riferito che circa 200 civili erano riusciti a lasciare Raqqa nelle 24 ore precedenti.

Il portavoce della coalizione internazionale, il colonnello Ryan Dillon, ha riferito che, lunedì 9 ottobre, almeno 700 civili sono stati evacuati dalla città, mentre si ritiene che circa 4000 civili siano ancora intrappolati a Raqqa. Dillon ha aggiunto che, nelle ultime tre settimane, almeno 15 militanti dello Stato Islamico si sarebbero arresi a Raqqa, tra questi vi era anche uno dei leader.

Domenica 8 ottobre, il coordinatore regionale per i rifugiati siriani, Panos Mumtzis, aveva dichiarato che 8 mila persone di trovano ancora in uno stato di assedio nella città di Raqqa, senza elettricità, acqua o cure mediche e incapaci di fuggire.

Secondo quanto riferito dal quotidiano americano Washington Post, tra i 300 e i 400 militanti dello Stato Islamico si troverebbero nel centro della città, rinchiusi in 4 km quadrati, che includono lo stadio e l’ospedale. Si ritiene che lo stadio venga utilizzato dai militanti come magazzino per le armi e come prigione, mentre l’ospedale sarebbe uno dei principali quartier generali dell’organizzazione.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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