Madrid: dialogo impossibile, pronto commissariamento della Catalogna

Pubblicato il 11 ottobre 2017 alle 13:19 in Europa Spagna

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Rajoy parla alle Cortes e chiede chiarezza a Puigdemont, ammettendo che è il primo passo verso l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione e la sospensione delle competenze della Generalitat catalana.

Mariano Rajoy ha parlato alle Cortes di Madrid ed ha dichiarato di aver inviato alla Generalitat una “richiesta di chiarimento”. È fondamentale – secondo il Premier – capire se le autorità catalane hanno proclamato o meno l’indipendenza della Catalogna, prima che il governo centrale possa “adeguatamente rispondere”.

“È urgente porre fine alla situazione che si vive in Catalogna” – ha affermato il capo del governo spagnolo.

Rajoy ha aggiunto che la richiesta ufficiale di chiarimento è il primo passo per poter avviare il processo previsto dall’articolo 155 della Costituzione, con cui lo stato può sospendere in toto o in parte le competenze della Generalitat e procedere dunque all’eventuale commissarimento della regione ribelle.

“Continuerò ad agire con prudenza, fermezza e responsabilità – ha assicurato il Premier – mettendo al primo posto l’interesse dei catalani e dell’insieme degli spagnoli”.

Secondo fonti del Partito Popolare, Puigdemont ha ora 5 giorni di tempo per rispondere alla richiesta di chiarimento del governo centrale. Il Partito Socialista ha dichiarato di apprezzare “la prudenza e la misura” della dichiarazione del premier.

La Generalitat si era detta in precedenza pronta ad attivare immediatamente l’indipendenza catalana in caso il governo avesse fatto ricorso all’articolo 155 della Costituzione che sospende l’autonomia regionale.

Il governo spagnolo non può riconoscere la proclamazione di indipendenza della Catalogna – aveva dichiarato nel corso della serata di ieri alla stampa la vicepremier spagnola Soraya Sáenz de Santamaría.

“Il presidente del governo catalano Carles Puigdemont ha destabilizzato estremamente la situazione – ha affermato la vicepremier – Madrid non riconosce la legittimità della legge sul referendum, congelata dalla Corte costituzionale e la Catalogna non può attuare i risultati del referendum perché era un atto illegale”. Soraya Sáenz de Santamaría ha sottolineato come la maggior parte dei catalani non sia favorevole alla secessione della regione come Repubblica indipendente.

“Nessuno, Puigdemont incluso, può attuare una legge che non esiste: il referendum, non è avvenuto. Nessuno, Puigdemont incluso, può imporre una mediazione senza rinviare ad un quadro giuridico preciso: il dialogo in democrazia si basa sul rispetto delle regole del gioco”.

Il Consiglio dei Ministri spagnolo era stato convocato per la mattinata di oggi per studiare la risposta alla sfida lanciata dalle autorità catalane. Prima della riunione del governo, il premier Rajoy si era accordato telefonicamente con il leader socialista Pedro Sánchez e con il presidente dei liberali di Ciudadanos Albert Rivera.

Rivera aveva chiesto nuove elezioni regionali in Catalogna tramite il ricorso all’art.155 della Costituzione.

Solo Podemos continua a chiedere dialogo tra le autorità centrali e quelle catalane. Il governo catalano ha sottolineato nel corso della mattinata di oggi che l’indipendenza è “irrinunciabile” premessa di qualunque dialogo.

Sul piano internazionale a Francia, Germania, Italia e Messico che il 10 ottobre avevano respinto la mediazione internazionale e  il riconoscimento della Repubblica Catalana, si sono aggiunti giorno 11 Stati Uniti, Olanda, Regno Unito, Unione Europea e molti paesi ispanoamericani.

Sicurezza internazionale quotidiano sulla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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