La Turchia incolpa gli Stati Uniti

Pubblicato il 11 ottobre 2017 alle 18:07 in Medio Oriente Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che la Turchia non riconoscerà più l’ambasciatore americano a Istanbul, John Bass, e lo ha invitato ad abbandonare il Paese, nel caso in cui gli Stati Uniti decidano di non emettere più visti ai cittadini turchi.

Domenica 8 ottobre 2017, l’ambasciatore degli Stati Uniti ad Ankara, John Bass, aveva rilasciato una dichiarazione nella quale annunciava la decisione degli Stati Uniti di sospendere i servizi per i visti in Turchia, eccezion fatta per quelli di immigrazione. La misura adottata da Washington impediva ai cittadini turchi di ottenere un visto per viaggiare negli Stati Uniti, a meno che non abbiano intenzione di trasferirvisi. Per tutta risposta, lo stesso giorno, la Turchia aveva introdotto una misura analoga presso la propria ambasciata e i propri consolati negli Stati Uniti.

La misura sarebbe stata adottata a causa dell’arresto di un impiegato del consolato americano a Istanbul, avvenuto il 4 ottobre 2017, con le accuse di spionaggio e di sovvertimento dell’ordinamento costituzionale. L’uomo è sospettato di avere legami con Fethullah Gulen, un leader musulmano che si trova negli Stati Uniti, accusato da Ankara di aver partecipato al fallito colpo di stato che, il 15 luglio 2016, aveva cercato di rovesciare il governo di Erdogan.

Durante una conferenza stampa, che si è tenuta martedì 10 ottobre a Belgrado, alla presenza del presidente serbo Aleksandar Vucic, Erdogan ha accusato gli Stati Uniti di essere responsabili della disputa sui visti. Il presidente turco ha dichiarato: “Il colpevole di questa situazione sono gli Stati Uniti” e ha aggiunto: “Personalmente, trovo strano che gli ufficiali di alto livello americani non abbiano intrapreso alcuna forma di comunicazione con il nostro ministro degli Esteri sull’argomento”.

Erdogan ha affermato che, se l’ambasciatore ha deciso da solo di sospendere i visti, Washington dovrebbe richiamarlo in patria e ha dichiarato che Ankara “non considera Bass il rappresentante legittimo di Washington in Turchia”.

Nelle sue dichiarazioni, Bass aveva affermato che la durata della sospensione dei servizi per i visti sarebbe dipesa dalle discussioni tra il governo di Washington e quello di Ankara in merito all’arresto dei membri dello staff dell’ambasciata americana a Istanbul e aveva sottolineato che non si tratta di un divieto di ottenere il visto nei confronti dei cittadini turchi, ma della sospensione delle domande per ottenere nuovi visti.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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