Myanmar: nuovo picco dei profughi Rohingya

Pubblicato il 10 ottobre 2017 alle 16:14 in Asia Myanmar

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L’esodo della minoranza etnica musulmana Rohingya dal Myanmar al Bangladesh continua e dopo un rallentamento nella prima settimana di ottobre, fa registrare un nuovo picco. Sono 519 mila i profughi ad aver attraversato il confine dal 25 agosto scorso, un numero in continuo aumento, secondo le Nazioni Unite.

Le forze dell’ordine del Bangladesh stimano che 6 mila migranti hanno attraversato il fiume Naf, confine naturale tra Myanmar e Bangladesh, solo lunedì 9 ottobre. Altre organizzazioni e media presenti sul posto parlano di 10 mila persone. In molti non sono sopravvissuti all’attraversata o hanno perso la vita una volta giunti nei campi profughi bengalesi a causa della fame o della disidratazione. La maggior parte delle vittime sono stati bambini e persone anziane. Nella prima settimana di ottobre si era registrata una leggera decrescita dei flussi migratori, con una media di 2000 persone al giorno, ma dal 9 ottobre sembra essere iniziato un nuovo picco.

L’esercito del Myanmar sta controllando i punti del fiume Naf in cui l’attraversamento verso il Bangladesh è più agevole, distruggendo le imbarcazioni di fortuna dei Rohingya e impedendo loro di lasciare lo stato di Rakhine, dove dal mese di ottobre 2016 va avanti una campagna militare serrata che ha raggiunto un nuovo picco il 25 agosto scorso. La ragione dell’operazione militare è una risposta a una serie di attacchi realizzati dall’ARSA (Arakan Rohingya Salvation Army), gruppo terroristico e radicalista che afferma di voler tutelare i diritti dei Rohingya, la minoranza etnica di fede islamica – all’interno del Myanmar a maggioranza buddista – che vive nello stato nord-occidentale di Rakhine, pur senza godere della cittadinanza birmana. In Myanmar i Rohingya sono considerati profughi clandestini giunti dal Bangladesh e vengono discriminati e perseguitati da decenni. Per superare i controlli dell’esercito, i profughi che vogliono tentare di raggiungere il Bangladesh stanno cercando nuovi punti per attraversare il fiume Naf. Quello all’altezza del villaggio di Anjumanpara, utilizzato ampiamente nelle ultime due settimane, prevede un passaggio stretto in acque turbolente e un’attraversata a piedi di terreni paludosi prima di arrivare ai campi di Cox Bazar’s in Bangladesh. Nelle ultime due settimane le organizzazioni umanitarie stimano 39 vittime dei tentativi di attraversamento del fiume, ma si tratta di un dato destinato a salire.

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Ilaria Tipà

di Redazione

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