Mosca accusa Washington: fingono di combattere ISIS

Pubblicato il 10 ottobre 2017 alle 21:01 in Russia Siria

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I miliziani dell’ISIS sotto attacco a Deir-ez-Zor continuano a ricevere rinforzi dall’Iraq, dove i guerriglieri dovrebbero essere in gravi difficoltà a causa dei bombardamenti della coalizione a guida USA. Mosca chiede dunque a Washington di chiarire i propri obiettivi in Siria e Iraq.

Il Ministero della difesa della Federazione russa ha accusato gli Stati Uniti di fare “solo finta” di combattere i terroristi in Siria. Secondo fonti di Mosca la coalizione ha ridotto il numero dei raid contro ISIS nell’ovest dell’Iraq e di fatto “sta solo facendo finta di combattere lo Stato Islamico”. Allo stesso tempo, riferisce Mosca, l’ISIS continua ad occupare nuovi territori in Iraq.

Il Ministero della difesa ha chiesto dunque agli Stati Uniti di definire quali siano i loro obiettivi: “vogliono complicare l’operazione delle forze governative nella provincia di Deir ez-Zor, o – come ironicamente sottolinea il Ministero – hanno deliberatamente spinto i terroristi sotto i micidiali attacchi dell’aviazione russa?”

Le truppe siriane, con il sostegno dell’aviazione russa, hanno esteso significativamente il territorio controllato a nord-ovest e a sud-est di Deir-ez-Zor la settimana scorsa, ha dichiarato in conferenza stampa rappresentante ufficiale del Ministero, il maggiore-generale Igor Konašenkov.

In questo periodo le forze governative stanno conducendo un’operazione per liberare un grande avamposto di ISIS nella zona di Mejadin, a circa 40 chilometri a sud-est di Deir-ez-Zor. Tuttavia, riconosce Mosca, la forte resistenza dei terroristi nella valle dell’Eufrate non pare indebolirsi.

Ai militanti vengono inviati rinforzi quotidiani dall’Iraq, compresi mercenari stranieri. I terroristi arrivano su veicoli blindati e autocarri con armi di grosso calibro. Ricevono armi e munizioni attraverso la città di confine di Abuquemal.

Secondo Konašenkov, l’aviazione russa ha distrutto le infrastrutture e le fonti di approvvigionamento dei terroristi in Siria, privandoli delle loro fonti di finanziamento per l’acquisto di armi e il reclutamento di terroristi. Al tempo stesso, nella parte occidentale dell’Iraq, il territorio controllato dall’ISIS continua a crescere, è già diverse volte superiore a quello in Siria.

Konašenkov ha suggerito di analizzare apertamente le statistiche del Pentagono sui raid aerei nella lotta contro lo Stato Islamico. “Non è necessario avere una conoscenza approfondita di operazioni militari per rendersi conto di questi strani cambiamenti” – ha aggiunto l’alto ufficiale russo.

“La riduzione dei raid in Iraq è coincisa con l’aumento dei trasferimenti di guerriglieri a Deir ez-Zor dalle zone di confine da parte delle principali forze di terroristi che stanno ora cercando di raggiungere la riva orientale dell’Eufrate in Iraq. La coalizione guidata dagli Stati Uniti, fa finta di combattere l’ISIS in Iraq, ma per qualche motivo è particolarmente attiva in Siria” – accusato Konašenkov.

Allo stesso tempo la liberazione dell’entroterra di Raqqa, territorio che gli Stati Uniti e la coalizione per più di sei mesi consideravano una priorità assoluta nella lotta contro i terroristi, si è fermata.

“Oggi in pochi, tra cui gli americani, mettono in dubbio la capacità dell’esercito siriano sostenuto dall’avazione russa di distruggere lo Stato Islamico nella provincia siriana di Deir ez-Zor” – ha concluso Konašenkov.

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Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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