Egitto: incontro tra Hamas e Al-Fatah

Pubblicato il 10 ottobre 2017 alle 12:27 in Medio Oriente Palestina

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Una delegazione di Hamas ha lasciato la Striscia di Gaza per recarsi al Cairo, in Egitto, dove incontrerà alcuni rappresentanti di Al-Fatah per discutere gli strumenti della riconciliazione.

Martedì 10 ottobre prende il via una nuova sessione di dialogo tra Hamas e Al-Fatah, sotto la supervisione dell’Egitto. All’ordine del giorno vi sono, in particolare, la riconciliazione palestinese e le modalità attraverso le quali il Governo di accordo nazionale potrà assumere le proprie funzioni nella Striscia di Gaza.

Il giorno precedente, lunedì 9 ottobre 2017, una delegazione di Hamas, guidata da uno dei leader dell’ufficio politico del movimento, Saleh al-Arouri, e una delegazione di Al-Fatah, con a capo un membro del Comitato Centrale, Azzam al-Ahmad, sono arrivati al Cairo, dove si riuniranno con l’intelligence egiziana. Nella capitale egiziana, la delegazione di Hamas raggiungerà i membri del suo ufficio politico all’estero.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa palestinese WAFA, il punto principale che verrà trattato sono le misure necessarie per mettere il governo nelle condizioni di governare nella Striscia di Gaza. In questo senso, Al-Ahmad ha dichiarato: “Nei prossimi giorni, saremo in grado di emettere un giudizio definitivo sui passi pratici e sull’inizio del lavoro di numerosi Ministeri”.

Da parte sua, un membro della delegazione di Hamas, Khalil Al-Hayya, ha dichiarato che Hamas discuterà con Al-Fatah gli strumenti per realizzare la riconciliazione palestinese, oltre all’assunzione, da parte del Governo di accordo nazionale, di tutti i compiti che gli spettano. Inoltre, le delegazioni dei due movimenti tratteranno i temi della formazione di un Governo nazionale unico, nel quale siano rappresentate tutte le parti palestinesi, e della preparazione delle elezioni presidenziali, legislative e del Consiglio Nazionale. All’ordine del giorno vi sarà anche la fine delle divisioni palestinesi “per affrontare l’ostinazione e il progetto israeliani”.

Uno dei leader di Hamas in Cisgiordania, Hassan Yousef, ha riferito che Israele ha impedito a una delegazione del movimento, che parteciperà al meeting con Al-Fatah, di raggiungere il Cairo attraverso la Giordania. Yousef ha aggiunto che Israele ha rifiutato la richiesta dell’Egitto di consentire alla delegazione di recarsi al Cairo.

Le altre due delegazioni, rispettivamente di Hamas e Al-Fatah, provenienti dalla Striscia di Gaza, hanno raggiunto l’Egitto passando dal valico di Rafah, che era stato appositamente aperto dalle autorità egiziane per permettere il transito dei due gruppi.

Il 3 ottobre 2017, il Primo Ministro palestinese, Rami Al-Hamdallah, aveva aperto il primo incontro del Governo di accordo nazionale a Gaza, sotto la supervisione di una delegazione egiziana di alto livello, giunta nella Striscia di Gaza qualche giorno prima, il 1 ottobre 2017.

Precedentemente, il 17 settembre 2017, in occasione della sua visita al Cairo, Hamas aveva annunciato la dissoluzione del comitato amministrativo, istituito il 10 marzo 2017 per gestire le istituzioni governative nella striscia di Gaza, e aveva invitato il Governo di unità nazionale palestinese ad assumere le proprie funzioni nel territorio. Il movimento, inoltre, si era detto pronto a intraprendere il dialogo con Al-Fatah in merito agli strumenti per realizzare gli Accordi del Cairo del 2011 e alla formazione di un governo nazionale unico, attraverso un dialogo che comprendesse tutte le parti coinvolte. Il 4 maggio 2011, il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, e l’allora leader di Hamas, Khaled Meshal, avevano firmato gli Accordi del Cairo, raggiunti grazie alla mediazione dell’Egitto, che prevedevano la formazione di un governo congiunto e l’organizzazione di elezioni presidenziali e legislative nel 2012.

L’Egitto sta assumendo sempre più un ruolo di primo piano nel conflitto israelo-palestinese. Ciò rappresenta un cambio di rotta da parte del Paese nordafricano. Hamas, infatti, fa parte della Fratellanza Musulmana, che il presidente egiziano Al-Sisi combatte con tutte le sue forze, a tal punto da essere giunto al potere, il 3 luglio 2013, attraverso un colpo di stato, rovesciando il governo di Mohamed Morsi, legato alla Fratellanza Musulmana. L’obiettivo di Al-Sisi sarebbe quello di ergersi a difensore dei palestinesi, al fine di ottenere maggiori consensi nel mondo arabo e legittimare in questo modo la propria posizione, ottenuta, come si è detto, attraverso un colpo di Stato e non attraverso una consultazione popolare.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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