Attacco contro università di Mombasa: 2 morti

Pubblicato il 10 ottobre 2017 alle 17:05 in Africa Kenya

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Circa 10 uomini armati hanno sparato contro un autobus e un van diretti verso il campus della Technical University di Mombasa, in Kenya, uccidendo due membri dello staff.

L’attacco, avvenuto martedì 10 ottobre, si è verificato nonostante sul van fossero presenti agenti di polizia. L’identità degli assalitori non è ancora nota, ma le autorità sospettano che facessero parte del gruppo terroristico somalo al-Shabaab, che è particolarmente attivo nell’area costiera del Paese, dove compie numerosi attacchi e svolge attività di reclutamento. Non sarebbe la prima volta che al-Shabaab commette un attentato contro un’università keniota. Il 2 aprile 2015, i militanti somali assalirono l’università di Garissa, dove uccisero 147 persone. L’attacco è ricordato come uno degli attentati terroristici più violenti della storia.

Secondo quanto riportato da Reuters, l’autobus stava trasportando gli studenti dai loro hotel al campus per le lezioni, mentre sul minivan erano presenti alcuni membri dello staff universitario e due agenti di polizia, i quali sono rimasti feriti insieme all’autista e a numerosi studenti. “Abbiamo scoperto che gli assalitori avevano complici lungo la strada, che hanno aiutato a commettere l’attacco”, ha riferito un agente accorso sul luogo dell’incidente.

Oltre agli attacchi di al-Shabaab, la stabilità del Kenya è minacciata anche da disordini legati alla politica. Da quando nel 2010 è stata adottata una nuova costituzione, il Kenya ha intrapreso una trasformazione politica significativa, che ha visto la creazione di un sistema democratico più stabile.  Nonostante ciò, l’amministrazione del presidente Uhuru Kenyatta, eletto per la seconda volta alle elezioni dello scorso 8 agosto, sta ancora affrontando alcune sfide importanti, come la lotta alla corruzione, lo sviluppo dell’economia locale, e il miglioramento della sicurezza nazionale. Il primo settembre, la Corte Suprema del Kenya ha annullato i risultati delle elezioni, chiamando nuovamente i cittadini alle urne il prossimo 26 ottobre. Da allora, almeno 37 persone sono morte, tra cui 3 bambini, nel corso delle proteste. La Commissione Nazionale del Kenya sui diritti umani ha riportato che alcune vittime sono state colpite dal fuoco della polizia. Tale notizia è stata smentita da Fred Matiangi, ministro dell’Interno del Kenya, il quale ha negato che la polizia avesse utilizzato armi non a salve per sedare i disordini.

Il Paese africano non è nuovo alla violenza nell’ambito delle elezioni presidenziali, dal momento che le quattro votazioni passate furono caratterizzate da scontri tra oppositori e le forze di sicurezza. Nel corso delle elezioni del 2008, 1,100 persone persero la vita, mentre altre 650,000 furono costrette ad abbandonare le proprie case.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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