Repubblica del Congo: attaccate due basi militari

Pubblicato il 9 ottobre 2017 alle 20:01 in Africa Congo

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Un gruppo di militanti ha attaccato due basi militari nel nord-est della Repubblica del Congo, lunedì 9 ottobre, uccidendo un peacekeeper dell’Onu, e ferendo almeno altre 10 persone.

La missione delle Nazioni Unite nel Paese africano, MONUSCO, ha reso noto di aver schierato elicotteri da guerra per cercare i responsabili delle imboscate. Nel corso degli ultimi giorni, le forze di sicurezza locali hanno combattuto i militanti armati per il controllo di una strada che collega l’area nord-est della Repubblica del Congo all’Uganda. Fin dall’antichità, tale regione è attraversata da tensioni etniche che spesso sono sfociate in veri e propri massacri.

Un portavoce dell’esercito locale, Mak Hazukay, ha riferito che gli attacchi sono stati compiuti simultaneamente dalle Allied Democratic Forces (ADF), un gruppo islamista ugandese, particolarmente attivo nelle zone di confine tra l’Uganda e della Repubblica del Congo. Il portavoce ha spiegato che la base militare dell’Onu a Mamundioma, attaccata questa mattina, ospita le truppe di peacekeeping della Tanzania, le quali hanno formato una brigata per effettuare operazioni contro i militanti armati. Le Allied Democratic Forces sono state ritenute responsabili dei massacri che si sono verificati in Congo tra il 2014 e il 2016, in cui sono state uccise più di 800 persone. Tuttavia, ad avviso di esperti delle Nazioni Unite, altri gruppi armati e l’esercito locale hanno preso parte a tali azioni terroristiche.

La Repubblica del Congo, conosciuta anche con il nome di Congo-Brazzaville, fin dall’indipendenza dalla Francia, ottenuta il 20 settembre 1960, è stata caratterizzata da aspri scontri e guerre civili tra i gruppi armati attivi nel Paese e l’esercito governativo. Secondo le stime della World Bank, quasi metà della popolazione vive in condizioni di povertà. Il presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso, è uno dei leader africani più anziani, dal momento che salì al potere nel 1979. Dopo aver perso la prorpia posizione nel 1992, cinque anni dopo Sassou è tornato ad essere il presidente del Paese africano, in seguito ad una sanguinosa guerra civile. Nel marzo 2016, è stato eletto per la settima volta.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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