Rep. Dem. del Congo: bambini principali vittime degli scontri

Pubblicato il 9 ottobre 2017 alle 6:01 in Africa Rep. Dem. del Congo

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I bambini della Repubblica Democratica del Congo sono le principali vittime degli scontri tra le forze di sicurezza locali e i gruppi armati.

La UN Refugee Agency rende noto che il 60% dei 3,360 rifugiati che sono fuggiti nel nord dello Zambia, dal 30 agosto a oggi, sono bambini. La maggior parte di loro è stata costretta a camminare centinaia di chilometri, risultando poi traumatizzata e malnutrita. Secondo quando emerso da alcune testimonianze, i minori congolesi, nonostante la pericolosità del viaggio, sostengono che lasciare il loro Paese sia l’unica opzione possibile. “I miei genitori sono stati uccisi durante un’imboscata nel nostro villaggio, l’unica cosa che potevo fare era scappare e abbandonare il Paese”, ha riferito ad al-Jazeera in lingua inglese Leon Musongo, un bambino rifugiato. “Mi hanno detto che lo Zambia è un posto sicuro e che le persone cattive non mi avrebbero seguito, quindi ho camminato per tanto tempo. Mi mancano i miei genitori, ma almeno sono vivo qui”, ha aggiunto Leon. La maggior parte dei cittadini congolesi che scappano raggiungono il centro di transito a Kenani, nel distretto di Nchelenge, a 90 chilometri dai confini con lo Zambia, dove le forze del governo zambiano collaborano con altre agenzie locali per fornire assistenza.

Dopo aver guadagnato l’indipendenza dal Belgio, nel 1960, La Repubblica Democratica del Congo, Stato africano ricco di risorse, non è mai riuscito ad effettuare una transizione di potere pacifica. La violenza è aumentata e si è estesa in tutta la nazione dopo che l’attuale presidente congolese, Joseph Kabila, lo scorso dicembre, ha deciso di rimanere al potere per il terzo mandato presidenziale. I leader dell’opposizione hanno firmato un accordo fragile con la coalizione di governo e gli alleati di Khabila, che chiede al presidente di ritirarsi dopo le elezioni programmate per la fine del 2017.

Tale conflitto ha forzato più di 1 milione e mezzo di congolesi ad abbandonare le proprie case, mentre più di 3,000 sono morti, tra l’ottobre 2016 e l’agosto 2017, nella sola regione di Greater Kasai. Lo scorso 4 agosto, l’UNICEF ha denunciato la situazione, rendendo noto che “la Repubblica Democratica del Congo sta affrontando una delle peggiori crisi umanitarie al mondo”. Al momento, circa 4,000 rifugiati risultano registrati nel campo profughi nel nord dello Zambia. Ad avviso dei volontari, il centro sta diventando troppo affollato e le persone necessitano di urgente assistenza umanitaria. In particolare, i bambini giungono nel campo da soli o perché hanno perso i genitori negli scontri, o perché sono stati separati da loro durante la fuga. “Alcuni minori ci hanno raccontato di aver visto morire i propri genitori, mentre altri hanno rivelato di essere stati forzati a combattere dalle milizie armate”, ha riferito un volontario.

La situazione è talmente grave che, oltre agli scontri continui, nel Paese sono diffuse pratiche come la tortura, i rapimenti, le esecuzioni e il reclutamento di bambini soldato. Tajudeen Oyewale, rappresentante dell’UNICEF per la Repubblica Democratica del Congo, ha riferito che complessivamente 850,000 bambini sono stati dispersi nel corso delle violenze.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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