La Cina vende armi alle Filippine, perché?

Pubblicato il 9 ottobre 2017 alle 21:05 in Asia Filippine

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La Cina sta fornendo ingenti quantitativi di armamenti all’esercito delle Filippine per aiutarlo ad avere la meglio nella lotta contro i militanti islamisti che assediano da quasi 5 mesi la città meridionale di Marawi. Quali sono le ragioni dietro questa scelta?

Le Filippine sono impegnate nella lotta contro i militanti estremisti islamici fedeli all’Isis del gruppo Maute dal 23 maggio scorso. Dall’inizio dell’assedio, il presidente Rodrigo Duterte ha dichiarato la legge marziale su tutta la grande isola meridionale di Mindanao, dove è situata la città di Marawi. La ragione per cui l’esercito non ha ancora avuto la meglio sui terroristi è che non ha armamenti sufficienti e che quelli di cui dispone sono antiquati, secondo l’osservatorio geopolitico cinese Guancha.

La situazione è destinata a cambiare grazie all’intervento della Cina che sta fornendo nuove armi d’avanguardia alle Filippine, corredate da expertise in campo di lotta al terrorismo e al narcotraffico. La fornitura di armi è divisa in 3 partite. La prima, dal valore di 14 milioni di renminbi (circa 2,1 milioni di euro) è stata consegnata il 27 giugno. La seconda, da 30 milioni di renminbi (circa 4,4 milioni di euro) è giunta a destinazione il 5 ottobre e la terza arriverà all’inizio del 2018. La partita di armamenti del 5 ottobre conteneva 3000 mitragliatori, 3 milioni di munizioni, 90 mitragliatori di precisione con mirino. Tutte le armi fornite dalla Cina sono d’avanguardia e mirano a sostituire quelle antiquate in dotazione dei soldati filippini. Secondo quanto riportato da Guancha, l’esercito di Manila sarebbe ancora armato con i fucili M16 risalenti alla guerra del Vietnam, armi di seconda mano provenienti dagli Stati Uniti.

Le ragioni per cui la Cina vende armi alle Filippine sono tre. La prima riguarda la sicurezza. Pechino non vuole che il radicalismo islamico si diffonda nel Sud-Est Asiatico e condanna l’iniziativa del gruppo Maute che ha tentato di creare un Califfato islamico sull’isola di Mindanao. Una diffusione capillare dell’estremismo islamico potrebbe diventare contagiosa e raggiungere anche le regioni occidentali della Cina dove la presenza di musulmani è molto forte, soprattutto il Xinjiang. La seconda ragione è di natura geopolitica. La Cina vuole dimostrare agli altri paesi che si affacciano sul Mar Cinese Meridionale di non voler risolvere le dispute territoriali con l’uso della forza militare, per questo non teme l’idea di armare i paesi, come le Filippine, con cui ha controversie aperte. La terza ragione è che Pechino vuole rafforzare la sua alleanza con il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, il quale ha preferito avvicinarsi alla Cina e distanziarsi dall’alleato storico del suo paese, Washington. Secondo Guancha, la politica di Duterte è stata ripagata dal sostegno che Pechino sta offrendo a Manila e ha permesso alle Filippine di uscire dal controllo degli Stati Uniti che precedentemente hanno barattato il loro supporto militare ed economico con richieste nette sulla linea di politica estera delle Filippine stesse.

Sicurezza Internazionale quotidiano di politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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