Gaza: Israele bombarda Hamas

Pubblicato il 9 ottobre 2017 alle 11:25 in Medio Oriente Palestina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Israele ha annunciato di aver bombardato una postazione di Hamas nella Striscia di Gaza, in risposta al lancio di un missile verso il proprio territorio.

Secondo quanto riferito in un comunicato dell’esercito israeliano, il missile, che è caduto nel territorio palestinese, avrebbe azionato le sirene d’allarme nel sud di Israele. Per tutta risposta, poco dopo l’attacco, nella notte di domenica 9 ottobre 2017, un carro armato israeliano ha colpito e distrutto una postazione di Hamas, situata nel sud della Striscia di Gaza, al confine con Israele.

Fonti palestinesi hanno riferito che numerosi missili sono stati lanciati contro una postazione “di controllo” delle brigate Ezzedin Al-Qassam, il braccio armato di Hamas, nel centro della Striscia di Gaza. L’attacco non ha causato nessuna vittima.

Al momento, non è stata rivendicata la responsabilità dell’attacco contro Israele, nonostante Tel Aviv abbia accusato Hamas. Il portavoce delle Forze di Difesa israeliane, Avichai Edrei, ha dichiarato che “il lancio del missile rappresenta una minaccia nei confronti della sicurezza nazionale di Israele e una violazione della sua sovranità. Hamas è responsabile per ogni attacco proveniente dalla Striscia di Gaza”.

L’attacco di domenica è stato il primo scontro tra Israele e Palestina dall’inizio del processo di riconciliazione tra Hamas e l’Autorità palestinese. In merito alla questione, martedì 3 ottobre, il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, si era espresso contro gli sforzi di riconciliazione, affermando che Israele non è pronta ad accettare “una riappacificazione immaginaria” nella quale “la parte palestinese si sta riconciliando a spese dell’esistenza di Israele”.

Il 3 ottobre 2017, si era tenuto il primo incontro del Governo di accordo nazionale a Gaza, dopo che, il 17 settembre, in occasione della sua visita al Cairo, Hamas aveva annunciato la dissoluzione del comitato amministrativo, istituito il 10 marzo 2017 per gestire le istituzioni governative nella striscia di Gaza, e aveva invitato il Governo di unità nazionale palestinese ad assumere le proprie funzioni nel territorio. Il movimento, inoltre, si era detto pronto a intraprendere il dialogo con Al-Fatah in merito agli strumenti per realizzare gli Accordi del Cairo del 2011 e alla formazione di un governo nazionale unico, attraverso un dialogo che comprendesse tutte le parti coinvolte. Il 4 maggio 2011, il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, e l’allora leader di Hamas, Khaled Meshal, avevano firmato gli Accordi del Cairo, raggiunti grazie alla mediazione dell’Egitto, che prevedevano la formazione di un governo congiunto e l’organizzazione di elezioni presidenziali e legislative nel 2012.

Il 26 agosto 2014, Israele e Hamas avevano aggiunto un accordo sul cessate il fuoco.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.