Il Camerun e il terrorismo

Pubblicato il 8 ottobre 2017 alle 6:01 in Approfondimenti Camerun

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Il Camerun è un Paese dell’Africa centrale con più di 200 gruppi linguistici differenti, che gli hanno conferito la definizione di “Africa in miniatura”. Il Camerun detiene il livello più alto di alfabetizzazione del continente, ma è dilaniato da una profonda corruzione e dal terrorismo. L’attuale presidente, Paul Biya, al potere dal 1982, non vuole abbandonare il potere e, secondo quanto riferito da alcuni osservatori internazionali, le autorità camerunensi stanno applicando la legge anti-terrorismo per arrestare e minacciare i giornalisti, creando un clima di paura in tutto il Paese. Confinando a nord-est con la Nigeria, dal luglio 2012, il Camerun è colpito dalla violenza del gruppo terroristico nigeriano Boko Haram, che ha dato il via alla prima campagna di attacchi suicidi nella regione dell’Estremo Nord del Paese. I residenti della zona sono stati costretti ad abbandonare le proprie case, mentre il governo di Yaounde ha dovuto concentrare gradualmente le forze di sicurezza nel nord. Con il passare degli anni, Boko Haram è divenuto sempre più attivo in Camerun, iniziando a compiere anche rapimenti, una pratica particolarmente utilizzata dai fondamentalisti nigeriani.

L’ultimo attacco terroristico si è verificato il 7 agosto scorso, quando un attentatore suicida ha causato la morte di almeno 7 persone nella regione dell’Estremo Nord, nei pressi del confine con la Nigeria.

Per quanto riguarda l’anno statistico del 2016, il governo americano riferisce che le autorità di Yaounde hanno continuato a rafforzare le misure di difesa per affrontare la minaccia di Boko Haram, collaborando a stretto contatto con gli Stati Uniti, per migliorare le prestazioni delle proprie forze di sicurezza. Anche l’anno scorso, la regione dell’Estremo Nord è stata quella maggiormente colpita dai terroristi, che hanno effettuato numerosi attacchi, rapimenti, assalti nei villaggi. Nei soli mesi di marzo e aprile 2016, l’area è stata teatro di ben 6 attentati:

  • Il 16 marzo, un cittadino del villaggio di Nigue è stato ucciso nel corso di un’offensiva scagliata dai terroristi nigeriani;
  • Il 24 marzo, Boko Haram ha fatto irruzione a Zourou, assassinando il capo del villaggio;
  • Il 25 marzo, un veicolo delle forze di sicurezza camerunensi è esploso dopo essere passato sopra ad un ordigno esplosivo posizionato sulla strada Amchide Ganse. Un soldato è stato ferito, mentre un altro è morto;
  • Il primo aprile, 12 militanti di Boko Haram armati di fucili da assalto hanno conquistato il villaggio di Tolkomari, entrando in ogni abitazione alla ricerca dei membri del Vigilance Committee, l’organo di sicurezza locale. Un cittadino è stato ucciso;
  • Il 3 aprile, 5 persone sono state decapitate s Sandawadjiri;
  • L’8 aprile, Boko Haram ha attaccato una postazione di sicurezza a Tolkomari, ma la polizia è riuscita a sventare l’attentato.

Per proteggersi dal terrorismo, il Camerun applica la legislazione adottata nel 2014, la quale è formata da un codice penale, una procedura penale e un codice militare di giustizia per perseguire azioni terroristiche. Le misure mirano a punire atti di minaccia contro l’autorità statale, la sicurezza pubblica, la distruzione delle proprietà, l’aviazione civile, la navigazione marittima, i sequestri di persona e l’uso di armi da fuoco e di materiali esplosivi. La legge anti-terrorismo prevede altresì la pena di morte per coloro che hanno commesso un’azione terroristica, o qualsiasi altro tipo di attività legata ad organizzazioni estremiste. Da quando Boko Haram ha iniziato la propria campagna suicida, soprattutto nei pressi dei confini con la Nigeria, il governo camerunense ha intensificato la coordinazione con gli altri Stati vicini, aumentando la condivisione delle informazioni. Nel 2016, il Camerun ha continuato a ricevere sostegno dagli Stati Uniti, i quali hanno cercato di rafforzare le abilità militari del Paese africano, mettendo in atto programmi anti-terrorismo, di sorveglianza, di intelligence e ricognizione, al fine di reprimere più efficacemente gli attacchi di Boko Haram. In linea con tali iniziative, il Camerun ha installato un sistema di identificazione, comparazione e valutazione fornito dagli USA per effettuate gli screening biometrici presso gli aeroporti internazionali di Yaounde e Douala. Per innalzare i livelli di sicurezza, il Camerun ha anche istituito i passaporti biometrici, migliorando anche i controlli ai propri confini posizionando check-point e truppe ulteriori, soprattutto in prossimità della regione dell’Estremo Nord.

In materia di contrasto al finanziamento del terrorismo, il Camerun è un membro della Central African Action Group Against Money Laundering (GABAC) e della Financial Action Task Force. Grazie alla propria appartenenza nel GABAC, Yaounde ha messo in atto una serie di procedure anti-finanziamento e anti-riciclaggio, pur non avendo una legislazione al riguardo. Tuttavia, in linea con il regime di sanzioni dell’Onu contro al-Qaeda e l’ISIS, il Camerun può congelare gli asset degli individui e delle istituzioni che sono sospettate di portare avanti attività e iniziamenti legati al terrorismo. Nel 2016 non ci sono stati casi di processi per riciclaggio di denaro.

Per quanto riguarda il contrasto all’estremismo violento, il Camerun non ha una strategia nazionale, ma gli ufficiali sono consapevoli che i processi di radicalizzazione costituiscono una seria minaccia alla sicurezza del Paese. Per questo motivo, le autorità camerunensi stanno elaborando una serie di iniziative volte a contrastare tale fenomeno. Diversi ufficiali, sia governativi, sia di altre agenzie, hanno partecipato a corsi di formazione anti-estremismo violento offerti dagli Stati Uniti. Sono state inaugurate diverse iniziative, tra cui lo scambio di informazioni con leader religiosi, per meglio monitorare l’attività all’interno delle moschee. Ad avviso delle autorità del Camerun, le condizioni di estrema povertà che caratterizzano la regione dell’Estremo Nord, insieme all’incapacità del governo di monitorare efficacemente tale area, sono le principali radici dell’estremismo locale. Nonostante una delle tradizioni del Camerun sia la coesistenza, all’interno del territorio nazionale si verificano spesso tensioni settarie, causate soprattutto dalle enormi quantità di sfollati che, per scappare alla furia di Boko Haram, sono costretti di volta in volta ad abbandonare le proprie case e a rifugiarsi in altre aree del Paese.

Infine, nell’ambito della cooperazione regionale e internazionale, il Camerun è un membro molto attivo della Lake Chad Basin MNJTF, e partecipa alle attività anti-terrorismo dell’Unione Africana e dell’Onu.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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