Rajoy a Puigdemont: fermatevi

Pubblicato il 6 ottobre 2017 alle 5:59 in Europa Spagna

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Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha rivolto al presidente catalano un appello a bloccare la proclamazione uniltarale d’indipendenza, prevista per il prossimo lunedì, e a fermarsi prima che la situazione degeneri definitivamente. Alcune imprese catalane, intanto, stanno considerando l’idea di spostare la sede legale in altre regioni della Spagna.

Tornate alla legalità, bloccate la proclamazione d’indipendenza uniltarale nel più breve tempo possibile, è la soluzione migliore per evitare mali maggiori” – è questo l’appello del primo ministro spagnolo Mariano Rajoy al leader catalano Carles Puigdemont, lanciato tramite un’intervista all’agenzia di stampa EFE.

“La soluzione migliore è il ritorno alla legalità quanto prima – ha insisito Rajoy – e che tutte le persone e i dirigenti politici che hanno deciso, a loro rischio e pericolo, di situarsi fuori dall’ordine legale, riconsiderino la propria posizione”. Secondo il premier la richiesta di porre termine alla deriva secessionista arriva non solo dalle autorità centrali, ma dalla cittadinanza, dal mondo della cultura, della stampa, dell’impresa e dalla comunità internazionale.

Il premier si ritrova al centro delle critiche per una gestione della crisi che molti considerano “immobilista”. Rajoy è stato attaccato non solo dalle opposizioni, ma anche da alcuni agenti della polizia e della Guardia Civil, e anche in seno al Partido Popular. L’ex premier José María Aznar ha chiesto a Rajoy di “dimettersi e convocare elezioni” se non è capace di risolvere il problema catalano.

Il governo di Madrid ha assicurato tuttavia che lo stato “si farà trovare pronto” e “reagirà” in caso le prossime mosse della Generalitat tendano alla proclamazione d’indipendenza unilaterale. Nel corso della giornata di mercoledì 3 ottobre, il presidente catalano Puigdemont aveva affermato che il suo governo “non retrocederà di un millimetro”, mentre la UE e diversi paesi dell’unione respingevano il ruolo di mediatore richiesto loro dall’estrema sinistra spagnola e catalana.

Molte banche e aziende catalane, intanto, discutono la possibilità di spostare la sede legale in altre regioni della Spagna. Il consiglio d’amministrazione del Banco Sabadell si è rinuito nel pomeriggio del 4 ottobre ed ha decretato di spostare la sede legale ad Alicante; l’altro grande gruppo bancario catalano, CaixaBank, ha annunciato che studierà l’ipotesi nei prossimi giorni, con Palma di Maiorca come probabile destinazione. Alcune grandi compagnie di navigazione hanno sostituito lo scalo a Barcellona con uno a Valencia, mentre altre preferiscono aspettare e vedere come evolverà la situazione nella capitale catalana.

Il Tribunale Costituzionale, intanto, accogliendo il ricorso del Partito Socialista Catalano, ha annullato la convocazione della sessione plenaria del parlamento catalano che lunedì 9 ottobre dovrebbe proclamare la secessione dalla Spagna.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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