ISIS: nuovo messaggio di Al-Baghdadi

Pubblicato il 29 settembre 2017 alle 12:28 in Iraq Siria

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Lo Stato Islamico ha diffuso un nuovo messaggio vocale attribuito all’autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi, attraverso il proprio organo di propaganda, Al-Furqan Media Foundation.

Si tratterebbe dell’ultimo messaggio pronunciato dal califfo dello Stato Islamico, dopo quello diffuso nel novembre 2016. A quasi un anno di distanza dall’ultimo audio, lo Stato Islamico ha perso molti dei territori sotto il suo controllo. In questo senso, il messaggio incita alla resistenza, in quanto il califfo affermerebbe: “I leader e i soldati dello Stato Islamico hanno capito che la strada verso la vittoria e il consolidamento è costituita dall’essere paziente e dall’opporre resistenza agli infedeli”.

Secondo quanto riferito da Al-Jazeera in lingua araba, il califfo inviterebbe alla “pazienza e perseveranza” e inciterebbe i propri soldati a intensificare “gli attacchi in tutti i luoghi” e a colpire i centri di informazione dei Paesi che combattono contro lo Stato Islamico.

Il discorso si incentrerebbe principalmente sulle citazioni dei testi sacri dell’Islam, in particolare Corano e Sunna. Esse verrebbero intervallate con riferimenti all’attualità. Nell’audio, il califfo farebbe riferimento agli Stati Uniti e alle nuove minacce della Corea del Nord nei confronti del Giappone. Il califfo affronta anche il tema della battaglia di Mosul, che era stata sottratta al controllo dello Stato Islamico il 9 luglio 2017.

Anche in questo audio, come negli ultimi diffusi dallo Stato Islamico, non vengono mostrate immagini del califfo, ma viene trasmessa soltanto la sua voce. L’unico messaggio in cui il califfo appariva fisicamente era quello del 4 luglio 2014. Si tratta del primo messaggio in assoluto di Al-Baghdadi, diffuso sei giorni dopo la proclamazione della nascita dello Stato Islamico in Siria e in Iraq. Nel video, Al-Baghdadi guidava la preghiera del primo venerdì del mese di Ramadan nella moschea di Al-Nur a Mosul.

In riferimento all’ultimo messaggio, non vi è alcun riferimento alla data in cui sarebbe stato registrato, nonostante il califfo faccia riferimento a temi di attualità. Nell’audio il califfo chiederebbe ai suoi sostenitori di “tener testa ai curdi e ai Nusayri”, una setta eterodossa musulmana di origine sciita diffusa in Siria. Il termine “Nusayri” fa riferimento agli alawiti, la corrente sciita a cui appartiene il presidente siriano Bashar Al-Assad, dal nome del suo fondatore, Ibn Nusayr. In epoca moderna, il termine avrebbe assunto un’accezione peggiorativa. Tali parole potrebbero costituire un riferimento alle battaglie per liberare la Siria dal controllo dello Stato Islamico. Il portavoce del Dipartimento della Difesa americano ha affermato che il messaggio costituirebbe un incitamento verso i militanti dello Stato Islamico a Raqqa i quali, nonostante siano assediati, continuano a resistere.

Non è ancora chiaro se si tratti davvero della voce del califfo dell’ISIS. L’intelligence americana sta ancora svolgendo alcune verifiche a riguardo. Se la corrispondenza fosse confermata, significherebbe che Abu Bakr Al-Baghdadi sarebbe ancora vivo, nonostante lo scorso 16 giugno i militari russi avessero affermato di aver ucciso il leader dello Stato Islamico in un raid aereo che ha colpito Raqqa la notte del 28 maggio. Questa non sarebbe la prima volta che il califfo dello Stato Islamico viene dichiarato morto. Voci sulla sua presunta morte in attacchi condotti dalle potenze occidentali circolano continuamente fin dalla nascita del califfato, avvenuta il 29 giugno 2014. La prima notizia della sua morte presunta risale addirittura al 10 novembre 2014, pochi mesi dopo la proclamazione del califfato.

Tuttavia, a luglio 2017, lo Stato Islamico stesso aveva confermato la morte del califfo, secondo quanto riferito dalla televisione privata irachena Al-Sumariya. In tale occasione, l’ISIS avrebbe emesso un breve comunicato, privo di necrologio, confermando la morte del califfo e incitando i propri seguaci a continuare a resistere. L’ISIS avrebbe anche comunicato il nome del successore di Al-Baghdadi. Al-Arabiya riferisce che si tratterebbe di Jalaluddin al-Tunisi, l’attuale leader dell’ISIS in Libia.

Il cambio di strategia improvviso e la mancanza di un necrologio, come invece era avvenuto per tutti i leader di spicco dell’ISIS, ha creato molte perplessità sulla veridicità dell’informazione. Inoltre, la coalizione internazionale, a guida americana, non ha mai confermato ufficialmente la notizia.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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