Libia: Emirati accusati di crimini di guerra

Pubblicato il 28 settembre 2017 alle 15:38 in Emirati Arabi Uniti Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le organizzazioni umanitarie in Libia hanno accusato gli Emirati Arabi Uniti di aver commesso crimini di guerra nel Paese, tra cui l’uccisione di centinaia di civili.

Le prove che testimonierebbero i crimini commessi dagli Emirati sono state rese note martedì 26 settembre 2017, durante una conferenza sui diritti umani, a margine della riunione del Consiglio sui Diritti Umani, tenutosi a Ginevra, in Svizzera. Secondo le testimonianze, il Paese del Golfo avrebbe commesso i crimini conducendo raid aerei in Libia, all’interno della campagna di sostegno nei confronti del generale Khalifa Haftar, capo della Libyan National Army e uomo forte del governo di Tobruk.

Le prove degli abusi contro Haftar sono state svelate lo stesso giorno in cui il generale libico si è recato in visita ufficiale in Italia, per discutere gli ultimi sviluppi della crisi in Libia. Tale incontro ha rappresentato un riconoscimento pubblico dell’importanza del ruolo di Haftar nella questione libica e della necessità di coinvolgerlo negli sforzi per raggiungere una soluzione politica nel Paese.

Durante la conferenza di Ginevra, alcuni testimoni libici hanno riferito di casi di omicidi extragiudiziali e di sfollamenti forzati, esperienze vissute da loro stessi o dai propri familiari a causa del regime di Haftar nelle aree di Derna e Ganfouda, situate nella Libia orientale.

Secondo quanto riferito da un testimone, Abdulghani Aljatlaw, capo di un gruppo di famiglie di sopravvissuti, nell’agosto 2014 i raid aerei che colpirono Tripoli sarebbero stati condotti da aerei emiratini. Il 25 agosto 2014, il quotidiano americano New York Times aveva già denunciato due attacchi aerei lanciati segretamente da Egitto e Emirati Arabi Uniti contro le milizie alleate dello Stato Islamico a Tripoli.

Anche il presidente dell’organizzazione Human Rights Solidarity, Giumma El-Omami, ha confermato che una commissione delle Nazioni Unite, istituita dal Consiglio di Sicurezza, avrebbe trovato alcune prove di perdite umane causate da raid aerei egiziani ed emiratini in Libia.

Non è la prima volta che gli Emirati Arabi Uniti vengono accusati di aver commesso crimini di guerra in Libia. Il 14 giugno 2017, le Nazioni Unite avevano pubblicato un rapporto che accusava il Paese del Golfo di aver fornito elicotteri e aerei militari ad Haftar, violando l’embargo imposto dalle Nazioni Unite. Il 26 febbraio 2011, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU aveva adottato la risoluzione 1970 che imponeva alcune sanzioni contro la Libia, tra le quali un embargo sul rifornimento di armi e di attrezzature militari da e verso il Paese.

Secondo quanto riferito dal quotidiano americano New York Times, i raid aerei emiratini ed egiziani starebbero proseguendo, contribuendo così a complicare la battaglia di potere in corso tra gli autocrati arabi, impegnati a combattere contro i movimenti islamisti, che cercano di rovesciare il vecchio ordine. Gli Emirati Arabi Uniti starebbero, quindi, svolgendo un ruolo di destabilizzazione in Libia, infiammando e complicando ulteriormente il conflitto in corso e ostacolando i tentativi internazionali per una soluzione pacifica alla crisi del Paese nordafricano.

Secondo quanto si legge in un articolo di Foreign Affairs, dal titolo “Filling the vacuum in Libya”, la situazione della Libia, già molto complessa, sarebbe ulteriormente complicata dalle crisi in corso nella regione, prima fra tutte la crisi del Golfo, che vede contrapporsi il Qatar e il blocco costituito da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto. I due schieramenti supportano parti contrapposte in Libia. Il Qatar sostiene il governo islamista di Tripoli, che, nella capitale libica, lotta contro il Governo di accordo nazionale, riconosciuto dalla comunità internazionale, mentre i quattro Paesi dell’embargo supportano il governo di Tobruk. In questo contesto, gli Emirati Arabi Uniti ed Egitto potrebbero sostenere ancora di più le forze di Haftar, al fine di ostacolare gli interessi del Qatar in Libia, creando ancora più contrasti nel Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.