Trump: nuovo bando anti-immigrati contro 7 Paesi, tra cui Ciad e Corea del Nord

Pubblicato il 26 settembre 2017 alle 5:55 in Immigrazione USA e Canada

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Donald Trump ha emesso un nuovo bando che vieta l’entrata negli Stati Uniti ai cittadini provenienti da 7 Paesi, per motivi legati alla sicurezza nazionale.

L’ordine esecutivo, annunciato domenica 24 settembre, è più rigido di quello originale, emesso il 28 gennaio 2017, che imponeva un divieto di 90 giorni. A partire dal 18 ottobre, la maggior parte dei cittadini provenienti da Iran, Libia, Siria, Yemen, Somalia, Ciad e Corea del Nord non potranno più entrare negli USA. Inoltre, gli individui originari dell’Iraq e alcuni gruppi venezuelani andranno incontro a dure restrizioni e a controlli più ferrati. Tali misure sono in linea con la promessa di Trump di voler rendere le politiche migratorie più severe, al fine di portare avanti la visione della “America First”. “La mia assoluta priorità è rendere l’America un Paese sicuro. Non ammetteremo nessuno che non possa essere controllato a dovere”, ha spiegato Trump in un tweet poco dopo l’annuncio del bando.

L’ordine esecutivo del 28 gennaio 2017, riformulato poi il 6 marzo, vietava ai cittadini provenienti da 6 Paesi islamici, quali Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria and Yemen, di entrare negli USA per motivi di sicurezza nazionale. Dalla primavera passata, la questione è stata oggetto di riesame presso le corti americane fino a che, il 13 settembre scorso, la Corte Suprema americana si è espressa a favore di tale restrizione. Il 25 settembre, la Corte Suprema ha altresì cancellato le audizioni del 10 ottobre, alla fine delle quali avrebbe dovuto pronunciarsi sulla legalità del bando.

La American Civil Liberties Union ha riferito che l’aggiunta della Corea del Nord e del Venezuela “non oscura il fatto che, in realtà, si tratti di un bando anti-musulmani”. La Casa Bianca ha descritto la decisione del presidente come “una conseguenza per tutti quei Paesi che non sono riusciti a rispettare i requisiti relativi al controllo dei migranti e del rilascio delle visa”. Tali requisiti erano stati comunicati da Washington ai governi degli Stati coinvolti, i quali avrebbero dovuto conformarsi alle richieste entro 50 giorni. Dal momento che il Sudan si è conformato ai criteri previsti, è stato rimosso dal bando.

Secondo quanto riportato dal New York Times, alcuni ufficiali dell’amministrazione Trump hanno spiegato che il nuovo ordine esecutivo prevede un set di restrizioni per ogni singolo Paese. Ad esempio, l’Iran potrà continuare a mandare i propri studenti in America, facendoli sottoporre a controlli più severi; diversi ufficiali governativi venezuelani non potranno più viaggiare negli Stati Uniti, mentre i cittadini somali non potranno più immigrare negli USA, ma potranno comunque entrarvi per vacanza, effettuando controlli specifici. Tali misure, tuttavia, non verranno applicate alle persone originarie di tali Paesi che sono residenti permanenti negli Stati Uniti. A coloro che hanno già ottenuto una visa valida verrà permesso di finire il periodo di studio o lavoro in America, venendo forzati a rientrare nei propri Paesi alla data di scadenza del permesso.

In questo periodo, l’amministrazione Trump sta valutando altresì se ridurre al di sotto dei 50,000 il numero dei rifugiati che potranno essere ammessi negli Stati Uniti entro il prossimo anno. Secondo molti ufficiali governativi, si tratterebbe della cifra più bassa mai stabilita dal 1980. In linea con tale politica restrittiva, il 6 settembre 2017, Trump ha abrogato il programma Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), volto a evitare la deportazione dei giovani clandestini giunti negli Stati Uniti da bambini, dando al Congresso sei mesi di tempo per trovare una nuova soluzione legislativa. IL DACA, conosciuto anche come “il programma per i sognatori”, era stato adottato nel 2012 dalla precedente amministrazione di Barack Obama, con l’intento di permettere ai giovani immigrati di poter lavorare legalmente negli USA.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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