Raid con i droni: amministrazione Trump valuta se togliere le limitazioni

Pubblicato il 25 settembre 2017 alle 6:02 in USA e Canada

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L’amministrazione Trump ha intenzione di eliminare le restrizioni ai bombardamenti al di fuori dei campi di battaglia convenzionali che erano state introdotte dal precedente presidente, Barack Obama.

Secondo quanto riportato dal New York Times, tali cambiamenti potrebbero porre le basi per la messa in atto di nuove missioni anti-terrorismo in aree di Paesi in cui l’ISIS è attivo, ma dove gli Stati Uniti non sono ancora intervenuti. Secondo le limitazioni imposte da Obama nel maggio 2013, le operazioni delle forze di sicurezza speciali e della CIA dovevano colpire esclusivamente quei gruppi di militanti considerati “una minaccia continua e imminente” agli interessi dei cittadini americani. Con le modifiche proposte, i soldati americani saranno in grado di colpire anche membri delle organizzazioni terroristiche che non ricoprono il ruolo di combattenti o di leader e, inoltre, i raid con i droni non saranno più soggetti a controlli di alto livello.

Tuttavia, gli ufficiali americani hanno riferito che l’unico limite che verrà mantenuto sarà quello di accertarsi che i civili non vengano coinvolti negli attacchi. In pratica, prima di ogni missione, le forze americane dovranno verificare l’assenza di civili e, soltanto dopo tale controllo, potranno procedere con il bombardamento.

Grazie ai cambiamenti, potranno essere effettuate missioni più frequenti contro al-Qaeda, l’ISIS e altri gruppi terroristici, soprattutto in aree dove le forze degli Stati Uniti non sono mai intervenute, come in alcune zone dello Yemen, della Libia e della Somalia. Gli ufficiali americani hanno specificato che, al di là delle modifiche, la strategia anti-terrorismo manterrà l’approccio dell’amministrazione Obama, basato sulla divisione del mondo in “zone di guerra” e in “zone di guerra dove è necessaria una maggiore protezione per i civili”. Più semplicemente, gli USA continueranno a suddividere i territori dei Paesi dove intervengono in aree di guerra e in aree di conflitto in cui i civili hanno alte probabilità di essere coinvolti nei raid. La sospensione delle limitazioni permetterà altresì alla CIA di poter richiedere l’espansione del proprio programma dei bombardamenti segreti con i droni che, fino ad oggi, si erano concentrati in aree tribali e remote del Pakistan, sotto la stretta sorveglianza dell’esercito americano.

Secondo quanto riferito da un alto ufficiale dell’amministrazione Trump, queste decisioni mirano a semplificare la burocrazia imposta da Obama, facendo sì che le operazioni con i droni siano soggette a meno cavilli e ostacoli per essere approvate e messe in atto.

Da mesi, è in corso un dibattito tra gli ufficiali di Washington sulla questione, ma la decisione finale spetta a Trump. Il nuovo piano dovrà essere approvato anche dalle autorità dei Paesi in cui gli Stati Uniti intervengono, in base alle regole del diritto internazionale.

Da quando Trump ha iniziato il proprio mandato presidenziale, il 20 gennaio 2017, ha promesso di voler portare avanti una campagna anti-terrorismo più dura rispetto al predecessore Obama, volta a eliminare definitivamente la minaccia dell’ISIS, di al-Qaeda, dei talebani e di altri gruppi di jihadisti, come al-Shabaab in Somalia. A tale proposito, il 29 gennaio 2017, Trump ha ordinato un bombardamento in Yemen, il primo da quando era stato eletto presidente, per colpire alcuni militanti di al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQAP). L’11 giugno, gli USA hanno effettuato un raid in Somalia, a 145 chilometri da Mogadiscio, per colpire un commando chiave di al-Shabaab. Il 31 agosto, in linea con la nuova strategia americana in Afghanistan, annunciata da Trump dieci giorni prima, il segretario della Difesa americano, James Mattis, ha annunciato l’invio di nuove truppe nel Paese asiatico per aumentare le operazioni contro i talebani. Alla luce di ciò, l’eliminazione delle limitazioni ai raid dei droni sarebbe in linea con le politiche anti-terrorismo di Trump portate avanti finora.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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