Yemen: le armi americane uccidono i civili

Pubblicato il 24 settembre 2017 alle 6:03 in Medio Oriente Yemen

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La bomba che il 25 agosto 2017 aveva distrutto due edifici residenziali, causando la morte di 16 civili, è stata prodotta negli Stati Uniti. La notizia è stata rivelata da Amnesty International che, in un report pubblicato il 22 settembre, afferma che ci sono “segni chiari che combaciano con le componenti fabbricate negli Stati Uniti, che di solito vengono utilizzate nelle bombe a guida laser”.

Una casa distrutta nella capitale Sanaa, Yemen. Fonte: Ansa.

Una casa distrutta nella capitale Sanaa, Yemen. Fonte: Ansa.

Il 25 agosto, una bomba aveva colpito due edifici residenziali a Faj Attan, un quartiere della capitale yemenita. Il bilancio delle vittime era stato di 16 morti, di cui 6 bambini. L’Arabia Saudita aveva ammesso la responsabilità del raid aereo, ma si era giustificata affermando che la morte dei civili era stata la conseguenza di un “errore tecnico”.

Di fronte a tali prove, Amnesty International ha chiesto la sospensione immediata del rifornimento di armi a qualsiasi parte coinvolta nel conflitto in Yemen. L’organizzazione ha altresì esortato gli Stati Uniti e gli altri Paesi occidentali ad imporre un “embargo globale” sulla vendita di armi ai membri della coalizione, a guida saudita, che combatte nel Paese.

La coalizione araba è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, su richiesta del presidente Abd Rabbih Mansur Hadi ed è composta da Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti. Hadi era stato nominato presidente dello Yemen dall’ex presidente, Ali Abdullah Saleh, il 23 novembre 2011, dopo che Saleh era stato costretto a lasciare la presidenza in seguito a un’escalation di violenza popolare, culminata con un attentato contro la sua vita. Il 22 gennaio 2015, Hadi è stato deposto dal gruppo Houthi con un colpo di stato, ma rimane l’unico presidente yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale.

La posizione degli Stati Uniti nei confronti della vendita di armi all’Arabia Saudita è cambiata con l’insediamento del nuovo presidente. Nel dicembre 2016, l’amministrazione Obama aveva bloccato il trasferimento di bombe guidate a Riad, mentre L’amministrazione Trump ha rafforzato il proprio sostegno militare nei confronti di Riad. Il 20 maggio 2017, Washington e Riad avevano firmato un accordo sull’acquisto di armi del valore di 110 miliardi di dollari.

L’Arabia Saudita è stata più volte accusata dalle organizzazioni umanitarie di commettere violazioni nel conflitto in Yemen. Il 12 settembre 2017, Human Rights Watch aveva accusato la coalizione internazionale, a guida saudita, di aver commesso crimini di guerra, affermando che i suoi raid avevano ucciso 39 civili, di cui 26 bambini, in due mesi. Secondo quanto riferito dall’organizzazione, gli attacchi aerei della coalizione colpirebbero indistintamente uomini armati e civili e ciò costituisce una chiara violazione del diritto di guerra.

Secondo un rapporto dell’ONU dell’agosto 2017, inoltre, la coalizione araba a guida saudita sarebbe responsabile dell’uccisione del 51% dei bambini rimasti vittime della guerra in Yemen nel 2016. Si parla della violazione dei diritti di 15 500 bambini in più di una dozzina di conflitti, da parte delle forze governative, dei terroristi e dei gruppi di opposizione armata. Di questi, 4000 casi documentati di violazioni dei diritti dei bambini sono stati commessi dai governi, mentre le 11500 violazioni rimanenti sono attribuite alle organizzazioni terroristiche o agli insorti. Per questo motivo, il segretario generale delle Nazioni Unite dovrà decidere se inserire la coalizione araba a guida saudita nella lista nera di coloro che violano i diritti dei bambini. Lo scorso anno, la coalizione era stata inserita da Ban Ki-moon per poco tempo ed era stata poi rimossa, in attesa di revisione.

Recentemente, anche l’Unione Europea si è espressa a favore della riduzione della vendita di armi all’Arabia Saudita. Il 14 settembre 2017, il Parlamento Europeo ha rinnovato il suo invito nei confronti dell’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, a imporre un embargo sulla vendita di armi ai sauditi, a causa delle violazioni dell’Arabia Saudita in Yemen e del timore che le armi vengano utilizzate nella campagna saudita nel Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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