Usa-Iran: parla Rex Tillerson

Pubblicato il 21 settembre 2017 alle 16:01 in Iran USA e Canada

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In seguito al discorso di Donald Trump all’Onu, il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano, Javaad Zarif.

Rex W. Tillerson. Fonte: Wikimedia.

Rex W. Tillerson. Fonte: Wikimedia.

In occasione del suo primo intervento ufficiale in seno alla 72esima riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, martedì 19 settembre, Trump si è scagliato contro l’accordo nucleare con l’Iran, definendolo “un grande imbarazzo”, e ha riferito che gli Stati Uniti stanno valutando se recedere dal patto. A tale proposito, Washington sta calcolando se l’accordo, concluso dalla precedente amministrazione Obama, il 14 luglio 2015, stia effettivamente servendo gli interessi americani o meno. Dall’altra parte, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha reso noto che il suo Paese non sarà il primo a violare l’accordo.

Mercoledì 20 settembre, Tillerson ha riferito che l’incontro con Zarif, il primo tra i due funzionari, si è svolto in un clima di cordialità, ma “non è chiaro se in futuro sarà possibile raggiungere un punto di incontro sulla questione del patto nucleare”. “Penso che sia giunto il momento di prendere una decisione, Trump non ha ancora rivelato la sua posizione finale a nessuno”, ha spiegato Tillerson, aggiungendo che, mentre gli altri Paesi coinvolti nel patto, quali Inghilterra, Francia, Russia, Cina e Germania, pensano che Teheran stia rispettando tutti i vincoli dell’accordo, gli Stati Uniti sono convinti che l’Iran abbia “violato lo spirito del patto”. Per questo motivo, gli USA stanno valutando attentamente la risposta da mettere in atto per contrastare le intenzioni iraniane.

L’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, presente al meeting dell’Assemblea Generale, ha reso noto che i Paesi europei coinvolti nell’accordo non hanno intenzione di apporre modifiche o di abbandonarlo. “Non c’è bisogno di riesaminare il patto perché è perfettamente funzionante. Non ci dimentichiamo che il suo scopo è quello di limitare lo sviluppo del programma nucleare iraniano e prevenire qualsiasi intervento militare”, ha specificato la Mogherini.

In linea con le sue parole, il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto contrario alla revisione del patto, dicendo che la Francia non è interessata ad uscirne. Tuttavia, il leader francese ha sottolineato che è necessario prendere provvedimenti contro l’Iran, magari attraverso l’imposizione di sanzioni più dure, per contrastare la sua influenza nella regione mediorientale. “L’accordo non è abbastanza, soprattutto alla luce degli sviluppi in Medio Oriente e della crescente pressione esercitata da Teheran”, ha affermato Macron.

Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), patto nucleare iraniano, prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte dell’Iran. In linea con la propria posizione, il 18 luglio 2017, Trump ha annunciato l’imposizione di nuove sanzioni contro Teheran, accusando il regime iraniano di aver violato lo “spirito” dell’accordo nucleare.

Sofia Cecinini

di Redazione

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