REPUBBLICA CENTRAFICANA: TENSIONI SEMPRE PIU’ GRAVI

Pubblicato il 16 settembre 2017 alle 6:21 in Africa Repubblica Centrafricana

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Almeno 25 persone sono state uccise in una serie di scontri tra diversi gruppi armati nel corso di questa settimana, in seguito all’aumento delle tensioni nella Repubblica Centrafricana.

Le Nazioni Unite hanno reso noto che migliaia di cittadini continuano a dover abbandonare le proprie case ogni giorno per sfuggire alle violenze. In particolare, secondo quanto riportato dall’ufficio per la Coordinazione Umanitaria (OCHA) dell’Onu, almeno 10 persone sono morte, mentre altre 50 sono state ferite a Bria, tra il 7 e l’8 settembre. Ad avviso delle Nazioni Unite, se le tensioni continueranno ad aumentare, la Repubblica Centrafricana potrebbe cadere in un conflitto civile.

Soldato della Repubblica Centrafricana. Fonte: Flickr

Soldato della Repubblica Centrafricana. Fonte: Flickr

Tali avvertimenti sono stati diffusi a pochi giorni di distanza da un appello lanciato da Amnesty International, secondo cui i cittadini che vivono nelle aree centrali del Paese stanno subendo “torture orribili”. Lewis Mudge, ricercatore dell’Africa Division di Human Rights Watch ha riferito ad al-Jazeera English che “i gruppi armati mirano a colpire i civili, a violentare donne e bambine e a distruggere le case. Inoltre, i campi degli sfollati, che generalmente sono protetti da soldati, sono stati presi di mira. Mudge ha spiegato che le motivazioni principali per cui gli scontri stanno dilagando in tutto il territorio nazionale sono due. La prima è che le autorità della Repubblica Centrafricana non sono state in grado di punire i crimini commessi dai gruppi armati in passato, lasciandoli liberi di agire. La seconda è che la missione di peacekeeping presente nel Paese non è stata in gradi di sedare la situazione, perché messa a dura prova dai continui attacchi.

Da quanto l’ex presidente Francois Bozize è stato rovesciato, il 10 dicembre 2012, la Repubblica Centrafricana, ex colonia francese, sta affrontando una crisi umanitaria che ha coinvolto più di 4.5 milioni di persone. Tale crisi è stata causata da un conflitto combattuto tra i militanti musulmani della fazione Seleka e la milizia cristiana anti-Balaka. Secondo le Nazioni Unite, più della metà della popolazione centrafricana necessita assistenza. Nonostante l’elezione democratica del presidente Faustin-Archange Touadéra, il 30 marzo 2016, abbia portato una relativa stabilità nel Paese, il Paese è ancora afflitta da continui scontri.

Sofia Cecinini

di Redazione

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