ALFANO A LONDRA PER RIUNIONE MINISTERIALE SULLA LIBIA

Pubblicato il 14 settembre 2017 alle 13:52 in Europa Immigrazione

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Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano. Fonte: Flickr.

Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano. Fonte: Flickr.

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, si trova oggi a Londra per partecipare alla Riunione Ministeriale sulla Libia. All’incontro prenderanno parte anche i ministri degli Esteri di Inghilterra, Stati Uniti, Francia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti, e sarà presente anche il Rappresentante Speciale dell’Onu in Libia, Ghassan Salame’.

In cima all’agenda dell’incontro c’è il processo politico libico, Nello specifico, i ministri si scambieranno le proprie valutazioni in merito alla questione, cercando sostenere al meglio le Nazioni Unite, impegnate nella risoluzione della situazione. Il meeting è preliminare all’Assemblea Generale dell’Onu del prossimo 19 settembre, a New York, convocata dal Segretario Generale, Antonio Guterres.

Come riferito da un comunicato della Farnesina, oggi a Londra, i ministri discuteranno una Road Map volta a raggiungere un nuovo accordo politico per l’elaborazione di una nuova Costituzione libica e l’organizzazione di elezioni politiche, soprattutto in vista della scadenza dell’accordo di Skhirat, il 17 dicembre 2017.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Tra il 2012 e il 2014, è giunta nuovamente sull’orlo di una guerra civile, in cui lo scontro tra le principali fazioni ha dato vita a due governi rivali, uno a Tobruk e l’altro a Tripoli. Nel dicembre 2015, nella città marocchina di Skhirat, si è svolto un incontro segreto per cercare di trovare una soluzione comune che ponesse fine alla crisi del Paese. Ne è conseguita la nascita del Governo di Accordo Nazionale (GNA), capeggiato da Fayez Serraj, che avrebbe dovuto unificare la Libia, rendendo più efficace la lotta contro le milizie islamiste legate all’Isis. Tuttavia, il governo di Tobruk, sostenuto dal capo della Libyan National Army, Khalifa Haftar, si è rifiutato di riconoscere l’autorità del Governo di Accordo Nazionale, il quale si è insediato a Tripoli nel marzo 2016. Ancora oggi, Serraj lotta, senza successo, per imporre la propria autorità a tutta la Libia.

Tale situazione di scarsa sicurezza ha facilitato il traffico di esseri umani, generando una crisi migratoria che ha investito l’Europa e, nello specifico, l’Italia, Paese che sta accogliendo il maggior numero di rifugiati africani. Secondo le stime dell’International Organization for Migration, dal primo gennaio al 10 settembre 2017, dei 128,12 migranti giunti in Europa attraverso il Mediterraneo, 200,303 sono sbarcati sulle coste italiane.

Mercoledì 13 settembre, il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ha omaggiato la generosità dell’Italia che, a suo avviso, “ha salvato l’onore dell’Europa nel Mediterraneo”. “Dobbiamo porre fine alla situazione che c’è in Libia, l’UE ha la responsabilità di farlo”, ha riferito Juncker, aggiungendo che, a fine mese, la Commissione elaborerà diverse proposte sul sistema dei rimpatri e per sostenere ulteriormente i Paesi africani.

Sofia Cecinini

di Redazione

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