USA-IMMIGRAZIONE: CORTE SUPREMA SI ESPRIME A FAVORE DEL BANDO DI TRUMP

Pubblicato il 13 settembre 2017 alle 12:27 in Immigrazione USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Corte Suprema degli Stati Uniti si è espressa a favore dell’entrata in vigore del bando anti-immigrati del presidente Donald Trump, che impedirà l’entrata negli Stati Uniti ai cittadini provenienti da diversi Paesi stranieri.

Il bando in questione era stato adottato sotto forma di ordine esecutivo da Trump il 28 gennaio 2017, ed era stato poi riformulato il 6 marzo, vietando ai cittadini provenienti da 6 Paesi islamici, quali Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria and Yemen,  di entrare negli USA per motivi di sicurezza nazionale. Dalla primavera passata, la questione è stata oggetto di riesame presso le corti americane, fino alla decisione di ieri. Tuttavia, come spiega la CNN, Trump e i sostenitori del bando dovranno attendere il 10 ottobre per sapere l’esito della questione, data in cui la Corte Suprema si esprimerà definitivamente sulla legittimità dell’ordine esecutivo.

Intanto, l’amministrazione Trump sta valutando se ridurre al di sotto dei 50,000 il numero dei rifugiati che potranno essere ammessi negli Stati Uniti entro il prossimo anno. Secondo molti ufficiali governativi, si tratterebbe della cifra più bassa mai stabilita dal 1980. Fin dalla campagna elettorale, Trump aveva promesso di voler porre restrizioni all’entrata degli stranieri nel proprio Paese, al fine di diminuire la minaccia terroristica. Dal momento che, a breve, il presidente dovrà annunciare il numero preciso di rifugiati che verranno ammessi il prossimo anno, si è scatenato un dibattito interno all’amministrazione. Da una parte, diversi ufficiali del Dipartimento di Sicurezza nazionale supportano la posizione di Trump, sostenendo che sia necessario diminuire il numero di rifugiati accolti per motivi di sicurezza e di gestione delle risorse; dall’altra parte, molti membri del Dipartimento di Stato e della Difesa sono contrari a un taglio netto.

Donald Trump, presidente degli USA. Fonte: Flickr

Donald Trump, presidente degli USA. Fonte: Flickr

Se Trump dovesse applicare una restrizione, si tratterebbe della seconda mossa anti-immigrati messa in atto nel giro di poche settimane. Il 6 settembre, Trump ha abrogato il programma Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), volto a evitare la deportazione dei giovani clandestini giunti negli Stati Uniti da bambini, dando al Congresso sei mesi di tempo per trovare una nuova soluzione legislativa. IL DACA, conosciuto anche come “il programma per i sognatori”, era stato adottato nel 2012 dalla precedente amministrazione di Barack Obama, con l’intento di permettere ai giovani immigrati di poter lavorare legalmente negli USA.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.