URUGUAY: SI DIMETTE IL VICEPRESIDENTE

Pubblicato il 13 settembre 2017 alle 14:03 in America Latina Uruguay

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il vicepresidente dell’Uruguay Raúl Sendic è stato costretto a dimettersi per le gravi accuse di corruzione che riguardano la sua gestione dell’azienda petrolifera di stato, coinvolta nella tangentopoli continentale nota come caso Odebrecht.

Raúl Sendic, ex vicepresidente dell'Uruguay. Fonte: Wikipedia

Raúl Sendic, ex vicepresidente dell’Uruguay. Fonte: Wikipedia

Lo scandalo Odebrecht, che è già costato la presidenza del Brasile a Dilma Rousseff e la vicepresidenza dell’Ecuador a Jorge Glass, oltre che il posto o addirittura la galera a decine di politici in tutta l’America centrale e meridionale, ha raggiunto ora l’Uruguay. A farne le spese Raúl Sendic, vicepresidente del paese, costretto a dimettersi per le accuse di corruzione riguardanti l’azienda petrolifera di stato Ancap, di cui Sendic è stato alla guida dal 2009 al 2013.

Dinanzi all’assemblea plenaria della coalizione di governo, il Frente Amplio, che avrebbe dovuto valutare la condotta politica di Sendic, il vicepresidente ha presentato la sua “rinuncia irrevocabile” a tutti gli incarichi.

Figlio di un famoso guerrigliero tupamaro, Sendic era accusato di aver ricevuto vestiti, gioielli e ritrovati di alta tecnologia. Gli acquisti sarebbero stati effettuati con una carta di credito aziendale su cui erano stati effettuati versamenti poco chiari, nel quadro della trama di corruttele continentale partita dal Brasile.

Il Frente Amplio, coalizione che raggruppa il partito socialista del presidente Vázquez e decine di formazioni di sinistra ed estrema sinistra, era in possesso da mesi delle informazioni riguardanti il ruolo di Sendic nella gestione della Ancap, ma solo la pressione dei media e della base dei partiti ha forzato la coalizione a rendere nota la relazione presentata dai probiviri del Frente Amplio.

Le dimissioni di Sendic rappresentano un duro colpo per la coalizione al potere e per il presidente Vázquez, che vantavano come attivo politico l’aver tenuto l’Uruguay al margine delle crisi economiche e politiche che hanno attraversato e attraversano i vicini Argentina e Brasile, da cui l’economia del paese è fortemente dipendente.

In ottemperanza al dettame costituzionale, che prevede la nomina del senatore più votato del partito vincitore alla vicepresidenza in caso di vacanza, Tabaré Vázquez ha nominato vicepresidente Lucía Topolansky, moglie dell’amato ex presidente José “Pepe” Mujica, la cui integrità personale e vicinanza alla fasce più deboli della popolazione hanno reso popolare anche oltre le frontiere dell’Uruguay.

Topolansky, ex guerrigliera settantaduenne, è il secondo senatore più votato della coalizione di governo, ma il primo, il marito Pepe Mujica, non può assumere la vicepresidenza perché la costituzione uruguayana vieta il doppio mandato per la prima e per la seconda carica dello stato.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.