TURCHIA: ACQUISTO DI SISTEMI DI DIFESA MISSILISTICI DALLA RUSSIA

Pubblicato il 13 settembre 2017 alle 6:03 in Medio Oriente Turchia

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La Turchia ha firmato un accordo con la Russia per l’acquisto di un sistema di difesa missilistico S-400.

Incontro tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Fonte: Wikimedia Commons.

Incontro tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Fonte: Wikimedia Commons.

La conferma di Mosca è arrivata tramite il consigliere di Putin per la cooperazione tecnica e militare, Vladimir Kozin, il quale ha affermato: “L’accordo è stato firmato e ci stiamo preparando per realizzarlo”.

Secondo quanto riferito dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si tratterebbe del primo grande accordo tra i due Paesi per l’acquisto di armi e del più grande per Ankara in materia di acquisto di batterie di missili da un Paese al di fuori della NATO.

Secondo quanto riferito dal quotidiano turco Hurriyet Daily News, la Turchia avrebbe già pagato un acconto alla Russia per l’acquisto del sistema, nonostante l’opposizione della NATO.

Il fatto che Ankara abbia comprato un sistema missilistico da un Paese che non fa parte della NATO preoccupa l’Occidente, dal momento che teme che tali sistemi non siano compatibili con le attrezzature dell’Alleanza.

Il Pentagono ha espresso la propria preoccupazione per l’accordo, affermando che “è una buona idea” che i Paesi membri della NATO acquistino le attrezzature che altri Paesi membri possano utilizzare.

In risposta alle opposizioni dell’Occidente, domenica 10 settembre 2017, Erdogan ha affermato: “I nostri amici hanno già firmato un accordo S-400. Per quanto ne so, è stato già versato un acconto. Il processo continuerà attraverso il trasferimento di un credito da parte della Russia. Putin e io siamo determinati a realizzare questo accordo”. Inoltre, in merito al potenziamento del settore della difesa da parte di Ankara, il presidente turco ha aggiunto: “Prendiamo le nostre decisioni in merito alla nostra indipendenza e dobbiamo adottare le misure necessarie nel campo della sicurezza e della difesa”.

Erdogan ha ribadito che alcuni alleati hanno ostacolato gli sforzi della Turchia di acquisire sistemi di difesa missilistici e ha aggiunto che Ankara ha sperimentato le stesse difficoltà per l’acquisizione di droni e droni armati. Il presidente turco ha affermato: “Per esempio, non siamo riusciti ad acquistare i droni dai nostri alleati; chiedevano una somma esorbitante. Non pretendevamo che ce li dessero gratis. Forniscono veicoli armati e armamenti alle organizzazioni terroristiche e non ci permettono di acquistare attrezzature di difesa. Quindi, abbiamo iniziato a produrre i nostri droni e i droni armati”.

La Turchia è entrata a far parte della NATO il 18 febbraio 1952.

I rapporti tra la NATO e la Russia sono molto tesi per almeno due motivi. Il primo motivo è costituito dalla questione della Crimea.  Il 23 febbraio 2014, in seguito allo scoppio del conflitto russo-ucraino,  la NATO si era schierata a favore della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, condannando l’annessione della Crimea da parte di Mosca. A partire dal 2017, l’Alleanza ha schierato le proprie truppe nei Paesi dell’Europa centrale e dell’est, al confine con la Russia, e ha fornito supporto militare sia agli Stati baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) sia a Polonia, Norvegia, Slovacchia, Montenegro e Romania.

Il secondo motivo di tensione tra la Russia e la NATO è costituito dalla guerra civile siriana. Fin dall’inizio del conflitto, la Russia, insieme all’Iran e alle milizie sciite libanesi di Hezbollah, si è schierata a favore del regime di Bassar al-Assad. Al contrario, dal 15 marzo 2011, i Paesi della NATO hanno iniziato a sostenere i ribelli siriani. Ciò ha causato uno scontro indiretto tra la Russia e l’Alleanza.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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