L’IRAQ VOTA CONTRO IL REFERENDUM IN KURDISTAN

Pubblicato il 13 settembre 2017 alle 11:36 in Iraq Medio Oriente

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Il parlamento iracheno ha votato a maggioranza il rifiuto del referendum sull’indipendenza della regione del Kurdistan dall’Iraq, che è stato programmato per il 25 settembre 2017.

Bandiera del Kurdistan. Fonte: Wikimedia Commons.

Bandiera del Kurdistan. Fonte: Wikimedia Commons.

Il referendum era stato indetto il 10 giugno 2017 dal Presidente della Regione del Kurdistan, Mas’ud Barzani. Esso interesserà sia la Regione del Kurdistan – che include i governatorati di Erbil, Dohuk e Sulaymaniyah – sia le aree curde non soggette all’autorità della Regione, ovvero le zone nel nord dell’Iraq, in particolare la provincia di Kirkuk, rivendicata dai curdi e dal governo federale iracheno. Il referendum non avrà un esito immediatamente operativo, ma servirà a stabilire la volontà del popolo curdo in merito al proprio futuro.

Il portavoce del parlamento iracheno, Salim al-Jubouri, attraverso il proprio account personale su Facebook, ha espresso la propria opposizione nei confronti del referendum e ha chiesto al Primo Ministro iracheno, Haider Al-Abadi, di adottare tutte le misure necessarie per tutelare l’unità della nazione e per iniziare un dialogo serio con i leader curdi, al fine di affrontare le questioni in corso tra Baghdad e la regione del Kurdistan.

La sessione del parlamento si è riunita martedì 12 settembre 2017. Secondo quanto riferito da Al-Jazeera in lingua araba, i deputati curdi avrebbero lasciato l’aula prima dell’inizio della votazione. In merito alla sessione, uno dei parlamentari curdi, Majid Shankali, ha riferito che il voto del parlamento non influirà in alcun modo sul referendum, che si terrà in ogni caso.

Negli scorsi mesi, il governo dell’Iraq aveva più volte espresso la propria opposizione nei confronti del referendum e si era opposto a qualsiasi azione dei curdi in direzione dell’indipendenza, giudicata incostituzionale.

Una delle questioni più complesse legate al referendum è l’adesione della provincia di Kirkuk. La regione è ricca di petrolio e si trova sotto il controllo del governo di Baghdad. A fine agosto, Kirkuk aveva deciso di partecipare al referendum, ottenendo una dura reazione dal governo iracheno che ha definito la decisione della regione “inaccettabile e sbagliata”.

Una delle principali opposizioni al referendum è giunta da Ankara, che lo ha definito “un errore fatale” che contribuirebbe a rendere la regione ancora più instabile. La preoccupazione della Turchia è che la creazione di uno Stato curdo indipendente in Iraq incentivi i movimenti indipendentisti dei curdi presenti nel proprio Stato. Tale preoccupazione è aumentata ulteriormente quando, sulla scia delle richieste indipendentiste irachene, il 29 luglio 2017, l’Unione curda del nord della Siria ha indetto le prime elezioni locali nel territorio curdo siriano, al confine con la Turchia.

Lunedì 11 settembre 2017, la Turchia ha rinnovato la propria richiesta di annullare il referendum. Il vice primo ministro turco, Bekir Bozdag, ha affermato che il referendum aggiungerà un ulteriore problema ai conflitti in corso nella regione e ha aggiunto: “Questo referendum non porterà nessun beneficio a Barzani, non porterà nessun beneficio ai curdi, non porterà nessun beneficio al popolo della regione”.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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