ATTESA NUOVA STRATEGIA AMERICANA PER CONTRASTARE L’IRAN

Pubblicato il 13 settembre 2017 alle 6:01 in USA e Canada

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Secondo quanto riferito da alcuni ufficiali americani, entro la fine di settembre, il presidente Donald Trump potrebbe annunciare la nuova strategia americana per contrastare l’Iran.

Il segretario di Stato, Rex Tillerson, e il segretario della difesa, James Mattis, hanno elaborato una proposta che è stata presentata a Trump in occasione di un meeting del National Security Council, venerdì 8 settembre. Secondo alcuni membri dell’amministrazione che hanno parlato con Reuters in condizioni di anonimità, al contrario del predecessore Barack Obama, Trump stabilirà gli obiettivi strategici generali, ma incaricherà i diplomatici, i comandanti americani e altri ufficiali di mettere in atto qualsiasi piano. Sembra che la nuova strategia sia volta a esercitare pressione sul regime di Teheran per limitare il suo programma missilistico. “La definirei come un programma ampio per contrastare una serie di attività maligne portare avanti dall’Iran, tra cui il supporto al terrorismo e la destabilizzazione della regione mediorientale, specialmente in Siria, in Iraq e in Yemen”, ha riferito un altro ufficiale, il quale ha aggiunto che tra le varie proposte ci sono anche iniziative relative al cyber-spionaggio.

Al momento, la Casa Bianca non ha rilasciato alcun commento ufficiale.

In blu, gli Stati Uniti; in verde, l'Iran. Fonte: Wikimedia Commons

In blu, gli Stati Uniti; in verde, l’Iran. Fonte: Wikimedia Commons

L’Iran è il principale nemico degli Stati Uniti in Medio Oriente. In confronto agli altri Paesi della regione, è dotato di risorse economiche e militari di rilievo. In tutti i conflitti mediorientali, l’Iran si contrappone agli Stati Uniti e ai suoi alleati. In Siria, sostiene il presidente Bashar Al-Assad; in Libano, supporta le milizie sciite di Hezbollah; in Yemen, quelle dei ribelli sciiti Houthi; in Palestina sostiene Hamas contro Israele.

L’avvicinamento tra USA e Iran, avvenuto sotto la guida di Obama attraverso la firma del patto nucleare, Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), concluso dall’Iran e dai 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, quali USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina e in più la Germania, il 14 luglio 2015, si è fermato con l’elezione di Trump, il quale ha definito l’accordo negativamente. Il JCPOA prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte dell’Iran.

Le tensioni tra i due Paesi si sono aggravate dopo che, il 18 luglio 2017, Trump ha annunciato l’imposizione di nuove sanzioni contro Teheran, accusando il regime iraniano di aver violato lo “spirito” dell’accordo nucleare. Nell’occasione, gli Stati Uniti hanno rinnovato la loro preoccupazione per “le attività nocive dell’Iran in Medio Oriente”, facendo riferimento, in particolare, al programma di missili balistici iraniano e al contributo del Paese nell’accrescere le tensioni regionali.

Dall’altra parte, Teheran ha condannato l’imposizione delle nuove sanzioni, definendola una mossa “spregevole e inutile”, imputando a Washington di essere la causa principale dell’instabilità nella regione e ha minacciato la Casa Bianca di adottare sanzioni contro gli Stati Uniti, in particolare, contro i cittadini americani che hanno agito contro l’Iran e contro gli altri Paesi musulmani.

Sofia Cecinini

di Redazione

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