NETANYAHU IN AMERICA LATINA: È LA PRIMA VOLTA DI UN PREMIER ISRAELIANO

Pubblicato il 12 settembre 2017 alle 6:07 in America Latina Israele

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È iniziata lunedì 11 settembre la prima visita ufficiale di un capo di governo israeliano in America Latina, prima di recarsi all’Assemblea Generale dell’ONU, Benjamin Netanyahu visiterà Buenos Aires e Città del Messico.

Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano. Fonte: Wikipedia Commons

Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano. Fonte: Wikipedia Commons

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontrerà i leader di Argentina, Paraguay, Colombia e Messico. Il Ministero degli Esteri israeliano non ha esitato a definire  ha definito “storica” questa visita, trattandosi della prima visita di stato in assoluto di un premier israeliano in carica in America Latina sin dalla fondazione dello Stato di Israele, nel 1948.

La visita durerà 4 giorni ed avrà luogo immediatamente prima dell’Assemblea Generale dell’ONU, prevista per il 19 settembre prossimo a New York.

L’agenda del primo ministro israeliano prevede incontri con il presidente argentino Mauricio Macri, il paraguayano Horacio Manuel Cartes, il colombiano Juan Manuel Santos ed il messicano Enrique Peña Nieto. Agricoltura, tecnologie e telecomunicazioni sono tra i temi su cui Netanyahu cercerà accordi con i leader latinoamericani. Il premier aveva di recente definito quello latinoamericano “un mercato fondamentale” in cui la presenza di Israele è ancora ridotta.

“L’America Latina è un terreno fertile per le nostre innovazioni tecnologiche, da anni Israele è all’avanguardia nello sviluppo di nuove tecnologie, cosa che ci permette di crescere non soltanto da un punto di vista economico, ma anche militare e di intelligence. La combinazione di questi fattori opera al servizio delle nostre attività diplomatiche” – ha affermato un funzionario del ministero degli Esteri israeliano, ed è proprio questo uno dei fattori su cui Netanyahu intende far leva per accrescere la presenza israeliana nel mondo.

Netanyahu ha infatti lanciato un’offensiva diplomatica che di recente ha toccato diversi paesi asiatici e africani, al fine di allargare la rete di relazioni commerciali dello stato ebraico. “Non c’è dubbio che un accordo con i palestinesi ci aprirebbe le porte di molti mercati – ha dichiarato il premier in occasione di un vertice di governo a Gerusalemme la scorsa domenica – ma il mondo si sta aprendo a noi anche senza accordo”.

Al centro dell’agenda anche il pericolo per la stabilità globale rappresentato dall’Iran. Non a caso il premier visiterà a Buenos Aires i luoghi dove ebbero luogo due gravi attentati terroristici attribuiti ad emissari iraniani: quello contro l’Ambasciata di Israele a Buenos Aires, del 17 marzo 1992, e quello contro la sede dell’Asociación Mutual Israelita Argentina (AMIA), del 18 luglio 1994, nel quale morirono 85 persone.

L’Argentina ospita la più grande comunità ebraica dell’America Latina e la settima del mondo. Netanyahu aveva avuto relazioni altalenanti con i governi di Néstor e Cristina Kirchner, mentre con Macri il premier israeliano ha stabilito subito ottimi rapporti.

Con Juan Manuel Santos, Netanyahu è in buone relazioni sin da quando l’attuale presidente della Colombia era ministro della difesa e siglò con Israele un patto di cooperazione anti-terrorismo.

La visita ufficiale coincide inoltre con l’anniversario dell’approvazione del piano di spartizione della Palestina alle Nazioni Unite, del novembre 1947. Il voto, in cui furono decisivi i SÌ di 12 nazioni latinoamericane e l’astensione di altre 7, tra cui proprio Messico e Argentina, portò alla creazione dello Stato di Israele.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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