IOM E UNICEF: BAMBINI MIGRANTI A RISCHIO NEL MEDITERRANEO CENTRALE

Pubblicato il 12 settembre 2017 alle 13:13 in Europa Immigrazione

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

“Se provi a scappare ti sparano. Se smetti di lavorare, ti picchiano. Siamo come schiavi. Alla fine della giornata, ti bloccano dentro”.

Sono le parole del 16enne Aimano, originario del Gambia che, prima di riuscire a raggiungere la Libia per imbarcarsi alla volta dell’Italia, è stato costretto per mesi ai lavori forzati dai trafficanti di esseri umani. La sua testimonianza è stata riportata nell’ultimo report dell’International Organization for Migration (IOM) e dell’UNICEF, pubblicato oggi 12 settembre, basato sulle interviste di 22,000 migranti e rifugiati, tra cui 11,000 bambini e giovani. Il documento spiega che, mentre gli adulti che si imbarcano alla volta delle coste europee rischiano di essere coinvolti nel traffico di esseri umani, i bambini e i giovani al di sotto dei 25 anni sono ancora più a rischio di sfruttamento e abusi, soprattutto nella tratta del Mediterraneo centrale, tra la Libia all’Italia.

Bambini migranti. Fonte: Flickr

Bambini migranti. Fonte: Flickr

Il report mira a denunciare tale situazione di insicurezza, al fine di combattere l’immigrazione illegale e il traffico degli esseri umani. Come ha spiegato Eugenio Ambrosi, direttore regionale dell’IOM per l’Europa, la Norvegia e la Svizzera: “Le persone che lasciano i propri Paesi per sfuggire alla violenza, alla povertà e all’instabilità sono spinti da motivazioni gravi; questi individui iniziano viaggi pericolosi e, spesso, sono costretti a pagare con la perdita della propria dignità, o persino con le loro vite”. Ad avviso di Ambrosi, le misure messe in atto dalle Ong saranno inefficaci se non verrà stabilito un nuovo meccanismo per regolare le tratte dell’immigrazione, migliorando i meccanismi di identificazione dei migranti. Allo stesso modo, Afshan Khan, direttore regionale e coordinatore speciale per i rifugiati e la crisi migratoria in Europa dell’UNICEF, sostiene che i leader europei dovrebbero elaborare soluzioni che creino nuovi percorsi migratori più sicuri, attraverso l’istituzione di corridoi umanitari che impediscano la detenzione dei migranti bambini.

Il report spiega che, in particolare, i minori provenienti dall’Africa sub-sahariana sono più a rischio di sfruttamento e abusi, rispetto a quelli provenienti da altre parti del mondo. Insieme a loro, anche i giovani con bassi livelli di istruzione sono più vulnerabili alle attività dei trafficanti di esseri umani. Ad avviso dell’UNICEF e dell’IOM, la tratta del Mediterraneo centrale è la più pericolosa perché i migranti sono forzati a passare attraverso la Libia, dove non esiste una stabilità politica che riesca a gestire e a tenere sotto controllo i traffici illegali. La situazione del Paese nordafricano, dove esistono due governi rivali, uno a Tripoli, guidato da Fayez Serraj e sostenuto dall’Onu, e uno a Tobruk, appoggiato dal generale della Libyan National Army, Khalifa Haftar, sta diventando sempre più insostenibile. Solo pochi giorni fa, il 4 settembre, l’organizzazione umanitaria, Medici Senza Frontiere ha lanciato un appello alle autorità libiche, chiedendo la sospensione immediata della detenzione arbitraria dei rifugiati, dei migranti e dei richiedenti asilo presenti in Libia, dove questi sono costretti a vivere in condizioni “atroci e malsane”.

Al fine di migliorare le condizioni e la sicurezza dei migranti bambini, il report chiede a tutte le parti coinvolte, tra cui i Paesi di origine, di transito e di destinazione, insieme all’Unione Africana e all’Unione Europea, di mettere in atto una serie di misure urgenti. Tra queste c’è il rafforzamento della protezione dei rifugiati, la lotta al traffico illegale e il contrasto alla xenofobia e alle discriminazioni.

In linea con quanto riportato dall’IOM e dall’UNICEF, ieri, il vice ministro degli esteri, Mario Giro, ha affermato che l’Italia si impegnerà a migliorare le condizioni dei centri di detenzione in Libia, collaborando a stretto contatto con le Ong attive nel Paese nordafricano. “Il dipartimento della Cooperazione lancerà un progetto dal valore di 6 milioni di euro entro la fine di settembre, nel quale verranno coinvolte anche le autorità libiche”, ha riferito Giro.

Sofia Cecinini

di Redazione

Articoli correlati

Europa

Referendum catalano: Madrid si prepara

La prevenzione del referendum sull’indipendenza catalana non è l’unica preoccupazione del governo di Madrid, che deve prepararsi ad affrontare diversi scenari possibili: dalle elezioni anticipate al ritiro delle competenze autonomiche alla Catalogna. I …

Ucraina

Poroshenko: USA approvano finanziamento da $500 milioni per Ucraina

Secondo quanto affermato dal presidente Poroshenko, gli Stati Uniti hanno approvato un finanziamento per Kiev da 500 milioni di dollari destinati al settore della sicurezza e della difesa

Europa Libia

Operazione Sophia: 83 ufficiali della marina libica giunti in Italia

83 ufficiali della Guardia Costiera libica sono giunti in Italia per ricevere un corso di addestramento nell’ambito dell’EUNAVFOR Med Operazione Sophia

Europa Qatar

Inghilterra invierà 24 jet da guerra al Qatar

L’Inghilterra e il Qatar hanno firmato un accordo militare, in base al quale Londra invierà 24 jet da guerra Typhoon a Doha

Europa Immigrazione

IMMIGRAZIONE: NUOVA MISSIONE ITALIANA AI CONFINI MERIDIONALI DELLA LIBIA

In occasione della riunione del Comitato Misto Italo-Libico, presieduto dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, l’Italia ha reso noto che organizzerà una missione presso i confini meridionali della Libia

Europa

ATTENTATO DI LONDRA: I SOSPETTATI SONO DUE RIFUGIATI

La polizia inglese ha arrestato due uomini sospettati di essere connessi all’attacco nella metro di Londra


Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.