FILIPPINE: DUTERTE IN VISITA A MARAWI

Pubblicato il 12 settembre 2017 alle 6:03 in Asia Filippine

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Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha fatto visita alla città di Marawi, dove continuano gli scontri tra l’esercito e i terroristi che hanno assediato la città lo scorso 23 maggio. La città di Marawi, nell’isola delle Filippine meridionali di Mindanao, è stata assediata dai militanti estremisti del Gruppo Maute, fedeli all’Isis, il 23 maggio e dallo stesso giorno l’intera isola è stata posta sotto legge marziale dal presidente Duterte.

Il presidente, accompagnato dal Segretario alla Difesa, Delfin Lorenzana e da una delegazione di alti funzionari ha visitato la Grande Moschea della città e partecipato a una riunione della Joint Task Force delle forze armate, lunedì 11 settembre. Rodrigo Duterte era stato a Marawi l’ultima volta il 24 agosto. Da allora l’esercito ha ottenuto importanti risultati. Tra questi uno dei più significativi è la ripresa di controllo del ponte strategico di Banggolo e di altri 23 asset nella zona interessata dai combattimenti.

Secondo il governo delle Filippine, la battaglia di Marawi è ormai giunta alle sue fasi finali e le aree sotto il controllo dei ribelli sono sempre più piccole. L’esercito ha ripreso in mano importanti edifici strategici che impediranno ai militanti di utilizzarli come nascondigli. Secondo il portavoce dell’esercito, il generale Padilla, la zona della battaglia è molto piccola.

Gli scontri tra militanti islamisti che hanno dichiarato la creazione di un califfato dell’Isis nel Sud-Est Asiatico e l’esercito delle Filippine vanno avanti dal 23 maggio. L’esercito di Manila aveva inizialmente auspicato di risolvere l’assedio nel giro di poche settimane, in seguito ha affermato che potrebbe essere necessario attendere fino alla fine del 2017. Dall’inizio della battaglia, sono 845 le vittime, per la maggior parte terroristi.

La presenza nelle Filippine di una cellula di militanti islamisti fedeli all’Isis in grado di conquistare una città ha trasformato in realtà i peggiori timori dei governi dei paesi del Sud-Est Asiatico. Si tratta di un’area in cui molti paesi sono a maggioranza islamica in cui la preoccupazione per la possibile diffusione delle ideologie radicali ed estremiste era altissima. I governi di Malesia e Indonesia hanno avviato alcune attività di pattugliamento via mare e via terra per evitare che aspiranti guerriglieri partissero dai loro territori per andare a raggiungere il gruppo Maute a Marawi. Il loro impegno non è però riuscito ad impedire del tutto l’arrivo di foreign fighters che hanno rinfoltito le fila degli assedianti di Marawi durante i tre mesi di combattimento.

Ilaria Tipà

di Redazione

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