CINA: SI’ ALLE SANZIONI CONTRO PYONGYANG, MA CONSIDERATE LA RICETTA CINESE

Pubblicato il 12 settembre 2017 alle 15:06 in Asia Corea del Nord

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La Cina sostiene la nuova risoluzione Onu, ma oltre alle sanzioni contro Pyongyang chiede a Stati Uniti e Corea del Sud di evitare qualsiasi azione possa accrescere ulteriormente la tensione sulla penisola. Pechino ribadisce che la “ricetta cinese” è la via migliore per la risoluzione della questione nordcoreana e chiede alla comunità internazionale di prenderla in seria considerazione.

Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Fonte: Wikimedia Commons

Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Fonte: Wikimedia Commons

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione 2375, l’11 settembre 2017, per rispondere all’ultimo test nucleare condotto dalla Corea del Nord il 3 settembre. La nuova risoluzione prevede forti limitazioni alle esportazioni di petrolio e gas naturali verso la Corea del Nord e l’embargo del commercio di prodotti tessili provenienti da Pyongyang, inoltre vieta ai cittadini nordcoreani residenti all’estero di effettuare trasferimenti valutari diretti in patria. Le misure stabilite, sebbene siano le più forti imposte finora contro la Corea del Nord, risultato essere meno dure di quanto preannunciato dagli Stati Uniti nella loro bozza di risoluzione. Gli Usa avrebbero voluto l’embargo totale delle esportazioni di petrolio, ma la Cina e la Russia erano sfavorevoli a misure eccessivamente forti che potessero far sentire il regime di Kim Jong-un con le spalle al muro e condurlo ad ulteriori azioni mirate alla difesa del suo paese. La risoluzione finale dell’11 settembre sembra essere il risultato di un negoziato tra Washington, Mosca e Pechino. Il portavoce del governo della Cina all’Onu ha auspicato che gli Stati Uniti non tentino di sovvertire il regime di Pyongyang o di riunificare la penisola coreana.

Il Ministero degli Esteri di Pechino ha descritto nel dettaglio la posizione della Cina in merito alla nuova risoluzione dell’Onu affermando che il paese sostiene le nuove misure approvate dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, poiché esse rappresentano la risposta al “un nuovo test atomico [della Corea del Nord effettuato] senza curarsi della condanna della comunità internazionale e in violazione le risoluzioni delle Nazioni Unite”.

La risoluzione 2375 ribadisce l’importanza di una risoluzione della questione nordcoreana attraverso il dialogo politico e la ripresa dei negoziati a sei parti, ha affermato il portavoce della diplomazia di Pechino, Geng Shuang. Inoltre, chiede a tutte le parti coinvolte – Corea del Nord da un lato e Corea del Sud e Stati Uniti dall’altro – di intraprendere misure concrete per allentare la tensione attuale. La Cina auspica che tutte le disposizioni contenute nella risoluzione possano essere implementate quanto prima.

La Cina è un paese vicinissimo alla Corea del Nord, ha dichiarato Geng Shuang, per questo attribuisce molta importanza agli sviluppi sulla penisola. Pechino sostiene la denuclearizzazione di Pyongyang e la tutela della pace e della stabilità in Corea. Ognuno dei paesi coinvolti nella tensione attuale deve essere consapevole delle sue responsabilità e impegnarsi attivamente perché si possa tornare al tavolo negoziale nel rispetto delle risoluzioni dell’Onu.

Questo vuol dire, per la Corea del Nord, l’interruzione dei test nucleari e missilistici e per gli Stati Uniti e la Corea del Sud l’astenersi da condurre azioni e attività che complichino ulteriormente la situazione. La questione nordcoreana deve essere risolta in modo pacifico, la via militare non può essere una soluzione e la Cina non permetterà che scoppi una guerra nella penisola coreana.

Il portavoce della diplomazia di Pechino ha invitato la comunità internazionale a considerare la “ricetta cinese” per la risoluzione della questione nordcoreana e di promuovere il dialogo.

La ricetta cinese è semplice ed è stata esplicata dal Ministro degli Esteri di Pechino, Wang Yi, con una metafora ferroviaria. Secondo il Ministro, Corea del Nord da una parte e Usa-Corea del Sud dall’altra sono come due treni in corsa destinati a scontrarsi. Quel che occorre è un “doppio stop” dei convogli seguito dalla creazione di un “doppio binario”. Il “doppio stop” sta a indicare lo stop dei test nucleari e missilistici da parte di Pyongyang e al contempo l’interruzione delle esercitazioni militari congiunte da parte di Seoul e Washington. Questa è la premessa per la creazione del “doppio binario”. Si tratta di una linea che mira a creare una coesistenza pacifica tra Nord e Sud Corea da realizzarsi per fasi tramite negoziati pacifici.

La Cina, ha ribadito Geng Shuang, si oppone fermamente all’installazione dei moduli del THAAD – lo scudo di difesa anti-missile statunitense – in Corea del Sud. La presenza del THAAD danneggia la sicurezza strategica della Cina e degli altri paesi della regione e al tempo stesso non aiutano la costruzione della fiducia reciproca necessaria per la risoluzione dei problemi attuali.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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