CILE: L’ALTRO 11 SETTEMBRE

Pubblicato il 12 settembre 2017 alle 14:41 in America Latina Cile

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La presidente del Cile, Michelle Bachelet, ha commemorato le vittime del colpo di stato che l’11 settembre 1973 pose fine alla presidenza di Salvador Allende e alla democrazia cilena, 44 anni dopo il golpe e 27 anni dopo il ritorno alla democrazia, tuttavia, il Cile applica ancora la politica economica del generale Pinochet.

Il generale Pinochet. Fonte: Wikimedia commons

Il generale Pinochet. Fonte: Wikimedia commons

L’11 settembre 1973 il generale Pinochet guidò il colpo di stato che pose fine alla presidenza e alla vita di Salvador Allende, presidente del Cile dal 1970. Quarantaquattro anni dopo il paese, tornato alla democrazia nel 1990, commemora le vittime del golpe.

Il colpo di stato cileno è emblematico e fa parte della memoria globale – spiega alla BBC lo storico britannico Alistair Horne – perché in paese aveva una democrazia considerata forte, i governi autoritari in altri paesi dell’America Latina o anche in Spagna, Portogallo e Grecia erano considerati normali, in Cile no, molti osservatori lo consideravano impossibile”.

Secondo storici e analisti nella seconda metà del ‘900 in America Latina accaddero due eventi fondamentali: la rivoluzione cubana e il golpe cileno. La dittatura del generale Pinochet rimane nell’immaginario collettivo come l’emblema delle dittature sudamericane, pur essendo sotto molti aspetti diversa da quelle dei paesi vicini. La dittatura cilena, rispetto alle altre, fu lunga (17 anni) e godette dell’appoggio di ampi settori della popolazione, oltre ad aver avuto luogo in un paese dove i militari non giocavano un ruolo politico di primo piano come invece nella vicina Argentina.

La presidente del Cile, Michelle Bachelet, ha presieduto le cerimonie di commemorazione del golpe per l’ultima volta, prima di lasciare la presidenza il prossimo marzo. Dopo una messa di requiem in memoria di Salvador Allende e dei suoi collaboratori morti nel golpe, la Presidente ha ricevuto la famiglia Allende nel Salón Blanco del palazzo della Moneda, sede della presidenza del Cile. Il Salón Blanco, voluto proprio da Michelle Bachelet, ricrea l’ambiente dove, l’11 settembre 1973, assediato dai carri armati e bombardato dall’aviazione, Allende si tolse la vita. Infine l’omaggio alla statua di Allende.

Bachelet ha espresso l’intenzione di chiudere, prima della scadenza del suo mandato, il carcere di Punta Peuco, un centro di reclusione speciale per le persone condannate per crimini commessi durante la dittatura. Al momento sono circa 130 i militari ancora rinchiusi a Punta Peuco. Nelle intenzioni della presidente dovrebbero essere trasferiti in carceri comuni.

La dittatura di Pinochet ebbe fine nel 1990. Due anni prima il generale aveva sottoposto a referendum la sua continuazione alla guida del paese per altri 8 anni. Sconfitto, dopo un periodo di transizione cedette la presidenza a Patricio Aylwin. Da allora, eccezion fatta per la presidenza Piñeira tra il 2010 e il 2014, il Cile è stato governato da una coalizione di centro-sinistra, la Concertación, che riunisce Democrazia Cristiana, Partito Socialista e altre forze di sinistra.

Il modello economico ultra-liberista varato dal generale Pinochet e che ha garantito al Cile tassi di crescita di molto superiori al resto del continente, tuttavia, è stato toccato solo in parte dai governi della Concertación. Allo stesso modo una serie di politiche sociali, istruzione e sanità su tutte, si discosta poco dall’impianto voluto dal regime.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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