ONU: LE PROSSIME ELEZIONI RISCHIANO DI PROLUNGARE IL CONFLITTO CIVILE

Pubblicato il 11 settembre 2017 alle 20:11 in Africa Sud Sudan

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Ad avviso delle Nazioni Unite, le elezioni presidenziali previste per il giugno 2018 in Sud Sudan rischiano di prolungare la guerra civile in corso nel Paese.

Haile Menkerios, segretario generale dell’inviato speciale delle Nazioni Unite nell’Unione Africana, ha espresso preoccupazione riguardo alle future elezioni nello Stato africano in occasione di un meeting congiunto del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e dell’Unione Africana, sabato 9 settembre. “Le elezioni in Sud Sudan potranno tenersi solo quando il Paese si sarà stabilizzato e quando non ci saranno più persone disperse per via delle violenze e della fame. Solo in un ambiente tranquillo e stabile i cittadini potranno esprimere le proprie preferenze senza aver paura”, ha riferito l’inviato.

Bandiera del Sud Sudan. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera del Sud Sudan. Fonte: Wikimedia Commons

Il Sud Sudan ha ottenuto l’Indipendenza dal Sudan nel 2011, diventando lo Stato più giovane al mondo. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Dal 2013, è in corso una violenta guerra civile tra le milizie di etnia Ginka, fedeli al governo dell’attuale presidente Salva Kiir, e quelle di etnia Nuer, che rispondono a Riek Machar, ex vicepresidente del Paese. Tale conflitto ha prodotto quasi 4 milioni di sfollati, che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Più di un milione di sud-sudanesi si sono rifugiati nella vicina Uganda per sfuggire alla morte. Diversi tentativi d pace sono falliti e, il 22 agosto 2017, l’Onu ha dichiarato che il Sud Sudan è uno dei Paesi più pericolosi per i volontari, dal momento che, dall’inizio dell’anno a oggi, 15 funzionari delle organizza<ioni umanitarie presenti nel Paese sono stati uccisi. L’attuale presidente Salva Kiir ha indetto nuove elezioni per il giugno 2018, le prime da quando il Sud Sudan ha ottenuto l’indipedenza.

Human Rights Watch sostiene che il governo del Sud Sudan, insieme all’opposizione, non stia riuscendo a limitare le violenze all’interno dei propri territori, dove i cittadini subiscono crimini continui e rapimenti. Ad avviso del gruppo umanitario, 9 individui del Sud Sudan, tra cui il presidente Salva Kiir, e l’ex vice presidente, Riek Machar, dovrebbero essere sanzionati per aver contribuito a creare l’attuale situazione in cui versa il Paese. A tal fine, Human Rights Watch ha invitato il Consiglio di sicurezza dell’Onu, l’Unione Europea e gli altri Stati a imporre sanzioni contro questi individui, insieme ad un embargo sulle armi per tutto il Sud Sudan.

In linea con tale denuncia, gli Stati Uniti, l’8 settembre, hanno imposto sanzioni contro tre ufficiali del Sud Sudan, Malek Reuben Riak Rengu, Paul Malong e Michale Makuei Leuth, ministro dell’informazione, con l’accusa di destabilizzare il Paese. Sembra che le attività di tali individui abbiano arrecato danno all’economia sud-sudanese. Le misure messe in atto da Washington comprendono il congelamento di qualsiasi conto bancario dei tre individui che sia legato al sistema finanziario degli USA.

Sofia Cecinini

di Redazione

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