GIRO: L’ITALIA SI IMPEGNA A MIGLIORARE LA SITUAZIONE DEI MIGRANTI IN LIBIA

Pubblicato il 11 settembre 2017 alle 18:13 in Europa Immigrazione

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Il vice ministro degli esteri, Mario Giro, ha affermato che l’Italia si impegnerà a migliorare le condizioni dei centri di detenzione in Libia, collaborando a stretto contatto con le Ong attive nel Paese nordafricano. “Il dipartimento della Cooperazione lancerà un progetto dal valore di 6 milioni di euro entro la fine di settembre, nel quale verranno coinvolte anche le autorità libiche”, ha riferito Giro.

Dal momento che la Libia si trova in una situazione di profonda instabilità, i propri territori costituiscono un terreno propizio per le attività dei trafficanti di esseri umani, i quali costringono i migranti in centri di detenzione, rubando tutti i loro soldi e commettendo abusi sistematici nei loro confronti. La situazione è talmente grave che, il 4 settembre, Medici Senza Frontiere ha lanciato un appello alle autorità libiche, chiedendo la sospensione immediata della detenzione arbitraria dei rifugiati, dei migranti e dei richiedenti asilo presenti in Libia, dove questi sono costretti a vivere in condizioni “atroci e malsane”. La presenza di due autorità politiche rivali rende molto difficile la coordinazione e il raggiungimento di accordi efficaci a contrastare l’attività dei trafficanti. Un governo ha sede a Tripoli ed è guidato dal premier Fayez Serraj, appoggiato dall’Onu; l’altro governo ha sede a Tobruk ed è appoggiato dal capo della Libyan National Army, il generale Khalifa Haftar. Entrambi si rifiutano di riconoscere l’autorità dell’altro, rendendo di fatto impossibile l’unificazione politica della Libia.

Essendo l’Italia il principale Paese europeo a ricevere il maggior numero di migranti che salpano a bordo dei barconi dal Nord Africa, già dallo scorso febbraio, Roma ha concluso una serie di accordi in materia di immigrazione con il governo di Tripoli, al fine di migliorare la gestione della situazione. Il 6 settembre, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha incontrato Khalifa Haftar a Bengasi. Tale meeting ha costituito un importante sviluppo per le relazioni tra l’Italia e il governo di Tobruk dal momento che, soltanto un mese fa, Haftar aveva minacciato di bombardare le navi italiane presenti nelle acque territoriali libiche impegnate nelle attività di salvataggio dei migranti.

Sofia Cecinini

di Redazione

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